Accordi (24/09/2017)

Audio Omelia

Alla vista del giovane ricco, che chiamato da Gesù va via triste per non rinunciare ai suoi molti beni, Pietro aveva posto una domanda molto interessata: e noi che abbiamo lasciato tutto per te? Noi che cosa ne avremo? Gesù, senza scomporsi, descrisse a Pietro e a questi chiamati della prima ora quello che oggi nella parabola definisce il denaro concordato con il padrone della vigna.

In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

La parabola di oggi, infatti, come abbiamo appena ascoltato nel Vangelo è spiegazione proprio di questa espressione: molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi.

È, quindi, una parabola per correggere i pensieri di Pietro ancora una volta lontani da quelli di Dio. Il prezzo che Pietro sta rischiando di dare al dono smisurato di essere chiamato da subito a collaborare al Regno di Dio, è troppo umano. Perché questo è il Regno di Dio: essere chiamati a partecipare storicamente subito, in questa vita, all’intimità profonda con Cristo per la salvezza di tutti gli altri uomini. Continua il discorso di domenica scorsa sul rapporto tra salvezza ed elezione fatto da Gesù non alle folle, ma ai suoi discepoli. Il lavorare nella Sua Vigna per la salvezza di tutti, è questione di scelta misteriosa di Dio di alcuni. La parabola di Gesù è per parlare delle caratteristiche di questa chiamata di alcuni per la salvezza di tutti e di tutto.

Quando arriva questa chiamata? A chi arriva? Quale la ricompensa?

Pietro, insieme ai primi discepoli, ha faticato, ha rinunciato a reti e barche, ma portando nel cuore la voce di Gesù che gli ha spiegato i termini dell’accordo: “Lavorerai e soffrirai per tutta la giornata della tua vita, ma con il conforto della mia promessa addirittura di ricevere il centuplo. Questo centuplo è il denaro con me concordato!”

Tutti gli altri chiamati, invece, quelli delle nove, quelli delle dodici, quelli delle tre, hanno lavorato con nelle orecchie queste sole parole: quel che è giusto te lo darò! Gli ultimi non si sono sentiti neppure dire una parola sulla paga!

Ci sono ultimi che entreranno nell’intimità con Cristo, nel Regno dei cieli, alla fine della loro vita, senza entrare visibilmente nella Chiesa, senza cioè conoscere, diversamente dai primi chiamati, tra cui Pietro, il contenuto delle promesse di Dio, senza sapere né se né quanto saranno ricompensati, senza conoscere nulla delle promesse e poco del Padrone. Ma Dio raggiunge anche chi ha amaramente gustato il non-senso nella sua vita per lunghissimi anni, espresso nella parabola da quella tristissima constatazione: nessuno ci ha presi a giornata! Solo Dio è buono perché  offre la sua Amicizia, la Sua Vita, la Sua Intimità ad ogni ora della vita anche a quelle ore che a noi sembrano assurde e a persone molto lontane.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

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