Acqua fresca (02/07/2017)

Ci sono parole di salvezza per i vicini e parole di salvezza per i lontani.

Gesù rivolge parole agli aspiranti discepoli.

Gesù rivolge parole ai suoi discepoli sulla vita dei cosiddetti lontani, quelli che discepoli non sono.

Gesù anticipa che ci sono persone che pur non seguendolo sono capaci di gesti di accoglienza, di gesti di bontà, di gesti di delicatezza nei confronti dei suoi discepoli. Uomini e donne che capaci di riconoscere i veri discepoli, i veri profeti. A loro Gesù garantisce:

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.  E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.

Ci sono uomini e donne che entrano nella Salvezza di Dio accogliendo i discepoli di Dio. Gesù dichiara, dunque, che esiste negli uomini e nelle donne la capacità di riconoscere il vero discepolo e il vero uomo di Dio, il vero profeta. Attenzione, quindi, se tutti ci respingono. Nel mondo il discepolo non trova solo persecuzioni o discepoli come lui, ma anche tanti gesti di bontà da parte di chi riconosce nella sua vita la presenza di Gesù.

Abbiamo poi le parole dette ai discepoli sulla loro vita di discepoli. Le condizioni per essere veramente discepoli, le caratteristiche del discepolato. Non sono parole immediatamente per tutti. Non tutti vogliono essere discepoli di Gesù. Le parole più esigenti nel vangelo sono per i discepoli.

Gesù ai suoi discepoli: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.

La lettera ai Romani di oggi è per interpretare queste parole di Gesù.

Egli morì al Peccato una volta per tutte;  ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.

Il Peccato è una legge terribile legata alla nostra carne. È  questa legge l’origine di tutti i peccati. È una sbarra che Cristo sconfigge in sé e che senza la sua vittoria affossa le nostre  vite. Gesù ha combattuto contro questa misteriosa origine della violenza, della possessività, dell’egoismo, dell’abbruttimento, della noia pesante che è in noi. Cristo morì al Peccato, Cristo soccombe al Peccato, si lascia uccidere dal Peccato, dalla radice dei peccati come modalità  per vincerla definitivamente. Nel Battesimo ecco cosa ci è offerto.

Qual è il mistero che attraversa la vita del discepolo? Che cosa vive il discepolo?

Un’unione vitale con Gesù Cristo, vive della Sua Vita e partecipa della sua morte vittoriosa. Il rapporto più decisivo di ogni altro, fonte di libertà per vivere tutti gli altri senza possessività.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

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