Astenersi (29/11/2015)

altalena1 Vegliate dice Gesù e nella mente di molti, tra i pochi che lo ascoltano, istantanea la domanda di sempre: “Cosa devo fare, cosa devo fare, cosa devo fare?” Subito l’auto-analisi: “Sono a posto?” “Lo sto facendo? Non mi si può dire nulla?”. In questo Avvento vorrei porre la luce su quanto sia importante il non-fare tante cose, l’astenersi, per fare l’unica necessaria.

L’amore stesso mi sembra implichi più spesso un non-fare che un fare. Mi spiego. Penso a quanto amore vero richieda il non far pesare sugli altri le recriminazioni. Quelle nostre istantanee e violente recriminazioni che affiorano ad ogni vera o presunta ingiuria subita. A volte dopo ogni contrarietà. A volte dopo una semplice sensazione. Far morire internamente con la preghiera incessante lo spirito diabolico di recriminazione e i suoi figli, Vittimismo e Odio, sempre in altalena dentro di noi. Su uno giù l’altro e poi si cambia, ma a spingere, dietro, lo stesso padre: lo spirito di recriminazione. Pregare per non far pesare sugli altri il nostro vittimismo ostentato o il nostro odio malcelato dentro tanti gesti di amore peloso. Li potremmo definire atti dimostrativi di finto amore “perché nessuno osi dire che…”, a tappare la bocca.

L’astenersi chiesto da Cristo da ubriachezze, orge e affanni della vita non è moralistico. Non è puritano. Non è proibizionista. È morale. È per attendere Lui. Chi mi incontra ubriaco non mi incontra. Non incontra me. Chi sono io? Una sentinella. Io voglio essere uno sveglio. Mi astengo, non faccio ciò che mi toglie leggerezza e lucidità. Perché io voglio attendere Cristo ed esprimere con le mie scelte in ogni momento che Lui e la sua venuta per me sono tutto. Non-faccio alcune cose solo per aspettare Lui che viene. L’attesa di un incontro definitivo come chiave di lettura della propria vita.

Vegliate in ogni momento pregando chiede il Re e penso a quanta potenza abbia la preghiera per domare gli affanni della vita. Per conservare il nostro cuore leggero. Perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo, la preghiera incessante da forza. Forza per sfuggire al male. Forza per stare davanti a Cristo glorioso. Sì. La preghiera non ci rende solo incudine sotto i colpi, ci prepara a un incontro che è fuoco. Lì ogni finzione sarà consumata.

di Padre Maurizio Botta

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