Due fessure lucenti – 6 Gennaio 2015

epifania2014okSentiamo tutti fastidio per la finzione, per la maschera, per l’augurio formale su cartoncino con firma digitalizzata, quell’augurio che ti omologa e senti non sincero. Il messaggino spedito a tutti e per tutti uguale che quasi ti azzera la voglia di rispondere e di ringraziare. Certi abbracci tra “amiche” . “Cara! Amore!” Quando la verità sarebbe: “Cara non mi sei e amore è parola sprecata per te!”

Ma ci sono due fessure in noi che non possono mentire, due fessure che aprono su quello che c’è di più intimo. La verità dentro . Gli occhi sono le luci del nostro corpo. Dallo sguardo capisci tanto. Gli occhi di Maria e gli occhi di Giuseppe, gli occhi dei pastori, gli occhi dei Magi e poi gli occhi di Erode mentre dice quella frase falsa e bugiarda con una finta gioia: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Erode ha gli occhi di chi vuole uccidere Dio, perché ha paura che Dio gli tolga qualcosa di fondamentale per essere felice. Attualità.
Tutti siamo compresi in uno di questi sguardi.

Gli antichi greci avevano un verbo, επιφαινω (epifaino), il cui significato era: far vedere, mostrare, rendere evidente, rivelare, mostrarsi, spuntare, apparire, comparire, apparire alla superficie. Come risulta chiaro da tutti questi significati, l’idea che si vuol trasmettere con questo verbo è quella di qualcosa che da occulta o nascosta viene ora alla luce, e perciò diventa conosciuta da tutti o almeno dai più.

Epifania è manifestazione . Irradiazione da dentro, non maschera applicata da fuori. È essere non apparire. La divinità è semplice. Trasuda, irraggia, radia dalla carne. La semplicità di Dio che trasuda all’esterno che irraggia radioattivamente dal di dentro. Penso ora agli occhi dei santi. Gli occhi di Gemma Galgani, di Teresina di Lisieux, di Chiara Luce, di Gianna Beretta Molla, di Charles de Foucauld .
Solo Dio che ci afferra è capace di generare questo sguardo, di approfondirlo, di custodirlo. Se l’uomo non adora Dio adora se stesso e adorare noi stessi ci fa ammalare lo sguardo. Lo sguardo negli anni si svuota.

Dio è l’anti finzione ci rende detestabile la finzione, la non sincerità. Ci cambia con il Suo Spirito. Il Suo Sangue è un sangue lucente che se voluto, amato e adorato ci rende limpidi , veramente belli negli occhi. Gli occhi dell’amore degli innamorati rivelano qualcosa di vero, ma purtroppo sono troppo instabili, troppo “a scadenza”.

Auguro a voi quello che desidero per me: due occhi trasparenti e sinceri come laghi, occhi senza paura calmi e coraggiosi, occhi semplici, senza finzione, occhi della profondità fiduciosa e disarmante dei bambini, quindi non infantili.
Auguro a tutti noi lo sguardo maturo dei bambini. Anzi darei la vita perché noi tutti potessimo avere lo Sguardo di Cristo, l’unico innocente, l’innamorato del Padre. Solo lì è il nostro Paradiso.

Padre Maurizio Botta

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