Frecce lucenti (22/10/2017)

Audio Omelia

Alla malizia stomachevole dei farisei che fanno domande per tentarlo, per farlo cadere, ungendole con odiose e melliflue lodi false, “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità” oppure “Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno”, Gesù risponde con ironia e intelligenza. Con una sola risposta sguscia loro di mano. Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Sulla moneta di metallo c’è l’immagine dell’imperatore? Bene! Che ritorni all’imperatore. Ma sulla moneta uomo che immagine è impressa? A chi deve tornare? Quali sono i segni di questa immagine di Dio impressa in noi che ci rende suoi, che ci rende monete del Suo Tesoro?

I segni sono al negativo. È innaturale per noi la fine. È impossibile per noi accontentarci. È impossibile per noi non provare noia. È impossibile non sentire una voce interiore che ci porta ad amare la verità e a detestare la menzogna accomunandoci in questo ad ogni uomo di ogni tempo. È impossibile per noi amare come vorremmo. È impossibile per noi essere amati con la pienezza che sogneremmo. Perché siamo fatti così? Perché percepiamo tutte queste incapacità e impossibilità come ingiurie? Se non fosse iscritta in noi in modo indelebile la coscienza di essere fatti per altro?

Qualche hanno fa Fabrice Hadjadj nel libretto Giobbe o la tortura degli amici lo disse poeticamente così.

O Gioia, tu sai bene che se soffro tanto, è a causa tua, perché non ti ho rinnegata.  O Gioia, tu sai bene che se grido così forte, è a causa tua, perché sento ancora la tua chiamata. E tu sai bene, o Gioia, che se mi rivolto davanti all’orrore, è a causa tua, perché non ho dimenticato il tuo sorriso. Senza la tua vicinanza, il male mi sembrerebbe normale e la morte non sarebbe amara. Ma tu, la tua assenza mi accompagna ovunque, sei qui…

La Gioia presentita come naturale è segnalata dallo strazio che ci dà la sua assenza. Il segno del nostro essere fatti a immagine e somiglianza di Dio è questo richiamo esercitato su di noi dalla Gioia, dalla Beatitudine come destino. Gesù lo conferma ai suoi discepoli più intimi di tutti i tempi dicendo, questo vi ho detto perché la Mia Gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.  Anche Chesterton in uno dei suoi saggi ricorda che:

Per i cattolici è dogma fondamentale di fede ritenere che tutti gli esseri umani senza eccezione alcuna sono creati per un fine: formati e forgiati per essere frecce lucenti che puntano al bersaglio della Beatitudine.

da G.K. Chesterton, La Chiesa Viva, Paoline, 1957, p. 32

di Padre Maurizio Botta C.O.

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