Frivoli (29 Maggio 2016)

frivoliAudio Omelia

Il 26 Giugno 2011, durante un Angelus, Papa Benedetto XVI diede una definizione dell’Eucaristia ancora capace, a distanza di anni, di smuovermi nel profondo.

 

La comunione con il Corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della volontà, per ritrovare il gusto della verità e del bene comune.

Farmaco dell’intelligenza per ritrovare il gusto della verità … Per parlare della verità occorre esplorare quelle nostalgie profonde che ci ricordano questa verità. La nostalgia di bontà, della bontà delle cose, della serietà delle cose. La nostalgia del reale, della terra opposta alla violenza della virtualità. Così disperati sulla possibilità di costruire una vera comunità da non sentire quasi più la nostalgia delle feste paesane. Ecco come percepisco l’Oratorio per Roma, intendo nella polis. Un luogo di sfamati, dissetati, guariti che sfama, disseta e guarisce la città. Più di un oasi, perché l’immagine dell’oasi è disperata e disperante. È solo consolatoria. O è un fiume di acqua viva che riconquista il deserto o non ci interessa.

L’Eucaristia è il farmaco che colmando queste nostalgie basilari è capace di renderci, citando Chesterton, gioiosi sulle cose che contano. Di questo abbiamo terribile nostalgia! L’alternativa è la malattia ovvero la frivolezza alla moda che si potrebbe definire quella forza che ci rende tristi per ciò che non ha nessuna importanza. L’uomo frivolo non è per nulla uno “spensierato”. Uno con la mente e il cuore sgombri di pensieri. La sua aria è triste piuttosto che seria. Disperata piuttosto che severa. Incapace di andare al di là della superficie delle cose. La persona frivola è quella che non sa stimare il peso e il valore di nulla.  Nemmeno di quelle cose che sono generalmente considerate frivole. Frivolezza è l’incapacità di afferrare la pienezza e il valore delle cose. Per i frivoli, credenti e non credenti, il valore dell’Eucarestia si avvicina paurosamente a quello economico, tra gli 8 e i 16 millesimi di euro come mi ha insegnato Madre Luisa.

Il 21 Giugno del 2014, nella Piana di Sibari, Papa Francesco disse queste parole rivolgendosi alla ‘ndrangheta che sembrano la continuazione del pensiero precedente del Papa emerito.

La ’ndrangheta è questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune. Questo male va combattuto, va allontanato! Bisogna dirgli di no! … Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati!

Non c’è Corpus Domini senza  offertorio ovvero senza libertà. Lasciamoci turbare da questa nostalgia di offrirci che c’è in noi, dalla nostra nostalgia di alzarci dal divano o di spezzare le catene moderne per sacrificarci al Dio Vivente. Risuonino nei nostri cuori le parole di Gesù, chi mangia di me vivrà per me e mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.  L’Eucaristia è farmaco per questa Comunione con Lui. Comunione di volontà, di pensiero, di priorità con il Padre, in Cristo. Amen

di Padre Maurizio Botta C.O.

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