Il dio Balder (18/06/2017)

C’è un sito molto interessante che si chiama “Una parola al giorno”. Quotidianamente viene analizzata etimologia e semantica di una parola italiana. Oggi la parola era oblazione e incuriosito ho iniziato a leggere.

Siamo davanti a una parola che subito percepiamo come alta. Ciò che sfugge è che, nel contesto in cui più comunemente la troviamo usata, acquista un significato sbavato. ‘Oblazione’ ha innanzitutto il significato di offerta fatta per uno scopo benefico – significato che, nemmeno a dirlo, ha avuto particolare successo nella sfera religiosa: ad esempio era detta oblazione l’offerta di ostie e vino per l’eucarestia da parte dei fedeli.

Subito mi sono cascate le braccia, non solo per la consueta frecciatina anticlericale, ma principalmente per il significato solo materiale dato a questa parola meravigliosa. Poi, però,  ho ripensato a come da sempre l’uomo viva istintivamente il suo rapporto con Dio. È l’uomo che ha sempre sacrificato agli dei. Libazioni, purificazioni rituali, sacrifici animali, sacrifici umani come espressioni di un equilibrio da custodire o da ritrovare con la divinità. Testimonianza di una percezione acuta non solo della fragilità, ma anche di una colpa nei confronti di un cielo minaccioso. Ma già nei miti pagani antichi c’è qualcosa che incrina questo schema commuovendoci.

La sera del 19 settembre 1931 C.S. Lewis inizia con l’amico Hugo Dyson e con John R. R. Tolkien, una conversazione che proseguirà fino alle tre di notte lungo i viali del college. Argomento, i miti e la realtà.

«Ora, quello che Dyson e Tolkien mi hanno mostrato era questo: che se io incontro l’idea di un sacrificio in un racconto pagano questa non mi crea alcun problema: anzi, che se mi trovo accanto un dio che si sacrifica, ne sono attratto e misteriosamente commosso: ancora, che l’idea di un Dio che muore e risorge (Balder, Adone, Bacco) mi colpisce così tanto a condizione che la trovi ovunque tranne che nei Vangeli. Ora, la storia di Cristo è semplicemente un mito vero: un mito che agisce su di noi come gli altri, ma con la tremenda differenza che questo è davvero avvenuto. Cioè, le storie pagane sono Dio che esprime se stesso attraverso la mente dei poeti, facendo uso delle immagini che trova in essi, mentre il cristianesimo è Dio che esprime Se stesso attraverso quello che chiamiamo “realtà”»

Ma la notizia ancora più sconvolgente è che Dio, attraverso il Sacramento da Lui istituito, continui ad esprimere sé stesso coinvolgendoci.

Scrivendo con Don Andrea Lonardo il secondo volume per la catechesi dei bambini che si preparano alla Prima Comunione abbiamo pensato con il disegnatore Andrea Pucci anche all’immagine per il capitolo sull’Eucaristia. Vi ho riportato qui sopra il primo bozzetto. Lo Spirito Santo che scende come fuoco dal cielo consacra l’offerta umana del pane e del vino che diventa veramente Corpo e Sangue di Cristo.  Da questo Corpo Vivo nelle mani del sacerdote parte un fiume di fuoco che raggiunge tutti i battezzati inginocchiati, li unisce rendendoli Corpo di Cristo e li porta al Padre. È l’assoluto capovolgimento della religiosità universale. Dio si sacrifica per unirci a sé, per guarirci, per perdonarci e per renderci capaci di Amare.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

 

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