La banda (27/08/2017)

Il dialogo tra Pietro e Gesù è fondamentale. Sono contenuti, nelle parole di Gesù, gli elementi fondamentali della Chiesa, per comprenderla senza snaturarla.

Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

Beato, gli dice, non bravo. Non ci è arrivato da solo, non è farina del suo sacco. È una luce, un’intuizione soprannaturale donata dal Padre. È Celeste  non terrestre. Esistono le luci e le rivelazioni celesti di Dio. Per comprendere l’identità profonda di Gesù occorre un dono. A Pietro è svelata la reale identità di Gesù e Gesù conferma che quello che dice Pietro è giusto perché la profondità del mistero di Dio gli è svelata non è più nascosta. Il volto, l’intimità di Dio non sono più nascosti, ma il fatto che conoscere Gesù sia un dono ricevuto dal Padre esclude la possibilità che un cristiano sia arrogante, sprezzante, polemico. Fermo, certo sì, ma mai arrogante.  Gesù non è solo un grande profeta, un riformatore sociale. L’idea aberrante di Gesù primo comunista chi non ha dovuto sentirla? A Gesù, infatti, come grande maestro nessuno si oppone. Una volta anestetizzato Gesù Cristo sta veramente simpatico a tutti, basta dimenticare alcune (tante) sue parole e far finta di non sapere o non saper proprio quello che Egli dice di sé. Nessun uomo religioso arrivò mai all’audacia delle affermazioni che Gesù fece su sé stesso.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra  Io edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.  A te (io) darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

È Gesù ad affermare il carattere soprannaturale della Chiesa. Non è una compagine solo umana. La Chiesa dalla parole di Gesù emerge come un progetto divino, l’ingegnere è divino e divino è il costruttore. Gesù continua a dirci questa sera che Lui è il soggetto agente, che è Lui ad edificarla, che è Lui a proteggerla, che è  Lui a darle le chiavi, i sacramenti che fanno entrare il Cielo, la Vita Eterna di Dio in questa storia che diversamente rimane tragicamente immutabile. Noi siamo e diventiamo pietre vive connesse da un costruttore con un progetto in testa. Questo urta contro l’individualismo moderno che ci segna tutti. Avrei voluto essere una banda, canta la canzone gioiosa e ironica di Claudio Chieffo, ma volevo essere io tutto dalla grancassa al clarinetto tromba trombone  il sax tenore e allo stesso tempo  il direttore …

di Padre Maurizio Botta C.O.

Commento alle letture della XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) di P. Maurizio Botta per la Radio Vaticana

 

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