La beltà dell’umiltà (24/12/2017)

Audio Omelia

Cos’è orgoglio spirituale? Cos’è umiltà? Un processo graduale e un’esperienza di bellezza. Esperienza di come la vera umiltà sia anche bella oltre ad essere buona e di come l’orgoglio spirituale oltre a non essere veicolo di verità e oltre ad essere cattivo sia molto brutto. Di questo tutti facciamo abitualmente esperienza. In uno dei suoi libri Bruce Marshall visualizza i pensieri del protagonista, il sacerdote padre Smith:

La mamma, ora, era morta: l’aveva seppellita lui nel cimitero nuovo sul fianco del monte. Colei che per prima gli aveva insegnato a pregare era sembrata tutta fiera che fosse suo figlio a darle l’Olio Santo; ma lui s’era sentito pieno d’umiltà e ben convinto che quella vecchietta se ne andava diritta in Paradiso. Anche adesso, quando ripensava a lei, si sentiva umile, e quando lo assaliva la tentazione dell’orgoglio spirituale la combatteva sempre col metodo che essa gli aveva insegnato e che a lei era stato insegnato, così gli aveva detto, da un benedettino irlandese. “Ricordati sempre, soleva dirgli, che dentro l’anima degli altri non ci puoi guardare, ma dentro la tua sì; e che quindi, per quanto è dato a te di sapere con certezza, non c’è al mondo creatura più cattiva e più ingrata al Signore di te”.

Umiltà come riconoscimento sereno dei nostri limiti, del nostro egoismo evidente. Esperienza che dona una grande dolcezza, un ottimo punto di partenza, ma non di arrivo. Orgoglio spirituale come confronto per sentirci migliori degli altri, fosse anche più santi.

L’umiltà è guardare più ai doni di Dio che ai propri limiti. Più alla sua bontà che alla nostra miseria. Ma anche questo non è il punto di arrivo. Orgoglio spirituale come indisponibilità a riconoscere che tutto è dono.

Umiltà vera è credere all’onnipotenza di Dio in azione in me. Una finta umiltà è quella che parla solo di limite, di peccato. Visto che non riesco ad essere buono con le mie sole forze, concludo che sia impossibile essere buoni tout court, che non esista la bontà. Divento cinico oppure rassegnato. L’orgoglio spirituale di chi regola le possibilità dell’uomo alle sole sue forze. C’è il Dono evidente dello Spirito Santo, c’è l’opera di Dio nell’uomo in cui l’uomo manifesta la sua libertà accogliendo. Questi sono i santi belli perché resi umili dall’opera di Dio.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail