L’ingrato (17/07/2016)

ospiti3L’ospitalità è al centro di tutte le letture di questa domenica. Ma chi ospita chi?

In Abramo e Marta vediamo l’uomo che, più o meno consapevolmente, ospita Dio e Dio che accetta di farsi ospitare. Nella figura di Maria si invertono le parti. In Gesù che accoglie Maria che lo ascolta è Dio ad ospitare l’uomo che lo cerca. Come dice poeticamente il salmo: chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda. Dio concede intimità a chi valuta preziosa questa intimità.

Perché, allora, ci è difficile commentare questo brano di Vangelo? Forse perché è complicato? No!

È difficile commentarlo perché ci da fastidio e da questo fastidio vorrei partire. Le parole di Gesù ci sembrano ingiuste, piene di ingratitudine. Ci viene da dire: “Povera Marta è lì che si sbatte per accoglierlo al meglio, si sta facendo in quattro e lui la tratta male, la rimprovera…” Forse anche Gesù fa preferenze?  Guardiamo insieme le priorità di Marta. Quale la molla che la spinge? Lo capiamo dall’osservazione di Cristo: Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose… Marta appare divorata dalla voglia di realizzare un’accoglienza impeccabile. “Ma cosa c’è di male in tutto questo?”  Un attimo! Questa voce bisbetica dentro di noi da dove viene?  Come non accorgersi che è una voce molto aggressiva che si spinge a giudicare anche  il comportamento di Gesù? Gesù non dice mai che Marta fa male, dice che Maria ha scelto la parte migliore. E la voce: “Ah così è comodo! Stare lì a leggere il Vangelo, a pregare e non fare niente tutto il giorno…” Noi che diciamo povera Marta saremmo i buoni, Gesù un ingrato. E di letture di questo tipo, troppe ne facciamo. Gesù, si legga con attenzione, non rimprovera mai Marta, non le fa un discorso moralistico. È Marta a dare ordini a Gesù per far sentire in colpa la sorella. Un particolare decisivo per capire le gerarchie affettive nel cuore di Gesù lo troviamo nel Vangelo di Giovanni.  Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro.  Non è quindi una preferenza umana, anzi l’amica a cui Gesù vuole molto bene è proprio Marta l’affannata. Che cosa dunque? Se Maria stava ascoltando  vuol dire che in quel momento Gesù stava parlando. Maria aveva bisogno di ascoltare quella parola, aveva fame di quella parola. Un ascolto affamato, attento e amoroso questa la cosa più importante. Ascoltare con amore e attenzione Gesù che parla, questa la cosa di cui c’è bisogno, questa è la parte migliore. Il problema non è quindi se fare o non fare le cose, ma fare altre cose quando Gesù parla. Quando Gesù parla non c’è niente di meglio, è il meglio. A questo proposito mi ricordo una frase del gesuita tedesco Alfred Delp, messo a morte dai nazisti, trovata nel libro Gesù di Nazareth di Benedetto XVI:  “Il pane è importante, la libertà è più importante, ma la cosa più importante di tutte è la costante fedeltà e l’adorazione mai tradita” 

San Paolo ci fa fare un ultimo passo inaudito. Dio non ci tiene solo vicini, Dio ci ospita in sé stesso, ci unisce a sé corporalmente. San Paolo conoscendo le parole di Gesù sulla vite e i tralci ci ricorda come ricordò ai Colossesi che Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria.  Santificati con il battesimo siamo stati uniti con il nostro vero corpo a Cristo. Gli apparteniamo. L’ospitalità di Dio supera ogni limite immaginabile, non ci fa solamente stare vicini, ci incorpora nel Suo Mistero Eterno.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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