Pazzo (25/12/2016)

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L’unica domanda adeguata al di là di ogni sentimento è questa: ma Natale è vero?  Se sì, amerò commuovermi solo della commozione di San Francesco. San Francesco fu commosso da Dio e non dal bambino. Natale a maggior ragione non può più essere festa per chi non si commuove nemmeno più per il bambino, ma solo per il cane. E questo detto con il massimo rispetto per i cani che considero creature meravigliose. Parole dure per Natale? Ripensate al Vangelo di oggi, per favore, e poi, con onestà, ditemi voi chi è duro.

Natale non può più essere una festa per tutti perché non lo è mai stata. Non dà più nulla a molti cristiani perché non la conoscono. Non dice più nulla il Natale perché abbiamo colpevolmente sottolineato solo alcune cose del Natale. Alcuni aspetti del contorno.  Altri cancellati.

Gesù è definito Salvatore che rimette i peccati. Se nel comune sentire disonesto, immorale e peccatore è sempre qualcun altro, mentre onesti e perbene siamo sempre noi, allora, capisco il perché di tanto Non-Natale. Se è vero che tutti siamo peccatori non tutti però lo riconosciamo con sincerità. Ecco perché Natale non è per tutti. Solo per questo. Dio vuole essere per tutti e donarsi a tutti, non tutti vogliono essere chiamati peccatori bisognosi di perdono. Ecco perché i pastori di ogni tempo saranno sempre i primi ad adorare Dio che veramente si fa carne. Santa Caterina ci ridice che il cuore di Natale è una pazzia di Amore snobbato.

Tu, abisso di carità, perché mai sei così impazzito? Perché t’innamorasti della tua fattura, ti compiacesti e dilettasti in lei con te stesso, e come ebbro della sua salute la vai cercando mentre ella ti fugge, e più si allontana più a lei ti avvicini: e più vicino non potevi venire che vestendoti della sua umanità.

Il Natale è per chi ha bisogno di liberazione di salvezza dal proprio peccato, il Natale può essere festa solo per chi sa di essere peccatore fin nel più profondo della carne, solo per chi attende liberazione nella carne a causa del male che sente dentro il proprio cuore e che vorrebbe allontanare perché capisce essere contro la Volontà di Dio.

Per scoprire sotto tonnellate di melassa il Natale del Vangelo sono dovuto tornare alle parole del pubblicano-pellegrino di sempre  “Abbi pietà di me Signore che sono un povero peccatore!”.

Tu che scendi a svuotarti fin nel fondo della mia natura umana perdonami. Io voglio accogliere il Tuo Amore.

Il bisogno di Te non è la nostra sconfitta, ma la pienezza della nostra Vittoria!

di Padre Maurizio Botta C.O.

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