Sospetto (11/10/2015)

781201Al centro di questo Vangelo c’è il sentimento del sospetto. Tutti sono sospettosi. Il sospetto però non viene subito. Subito, istintivamente Gesù suscita un’adesione entusiastica. Una forza di attrazione che aveva spinto i suoi discepoli più vicini a lasciare tutto, dove tutto significava per alcuni di loro la sicurezza di un’attività commerciale di pesca avviata. Per Pietro tutto era casa, moglie, erano barche, era stima professionale, era vita sociale a Cafarnao. Tutto. Gesù non lascia indifferenti. Un grandezza che porta questo tale a gettarsi in ginocchio davanti a lui. Grande il gesto e stupenda la sua domanda libera dal veleno del materialismo.

Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?
Il giovane ricco pensava chiedendo di avere in “eredità la vita eterna” alla sua salvezza dopo la morte. Chiedeva le condizioni per entrare in questa salvezza dopo la morte. Chiedeva regole di comportamento precise in questa vita per essere salvato. Gesù gli rivela nella risposta che la sua domanda di perfezione, perché questo era, una domanda per essere perfetto spiritualmente davanti a Dio, aveva per lui come condizione un coinvolgimento totale. Gesù chiede anche a lui di rinunciare a tutto. Di lasciare tutto. Lì inizia il sospetto nonostante quello sguardo penetrante e trasparente. Un sospetto che potremmo definire contagioso.

«Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?»

Di fronte alle parole di Gesù sulla difficoltà così forte per un ricco di entrare nel Regno di Dio anche i suoi discepoli rimangono sbigottiti, stupefatti, sconvolti esattamente come quel giovane. Anche loro continuano a pensare alla salvezza finale dopo la morte. E davanti a una salvezza apparentemente così stretta per un ricco sospettano anche loro di Dio, della sua bontà.

Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Anche Pietro vuole capire meglio. Pietro ha accolto il superamento della logica di una salvezza solo dopo la morte, accetta di lasciare tutto già ora per seguire Gesù, ma la sua osservazione, la sua domanda lasciano intravedere un’esitazione. Il sospetto ha intaccato pure lui.

Tutto questo permette a Gesù di chiarire una realtà fondamentale. Il Regno di Dio è centuplo già per questa vita e poi vita eterna dopo la morte. Già questa vita è fondamentale. Il Regno di Dio si sprigiona già in questa vita. È Vita che entra nella vita quotidiana. Vita di Dio che irrompe nella biologia.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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