Stetoscopio (12/03/2017)

Audio Omelia

Il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce

Per un istante Gesù permette a Pietro, Giacomo e Giovanni di vedere Chi Lui sia veramente. Gesù non riceve luce, risplende dall’interno. È egli stesso Luce da Luce.

Questi è il Figlio mio, l’Amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo!

Da questa voce di Dio Padre, che li annichilisce, caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore, e che comanda, ascoltatelo, si passa alla semplicità concreta e umile dei gesti di Gesù.

Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo … Gesù si avvicinò, li toccò…

Ma al di là della modestia delle apparenze anche Gesù continua ad usare l’imperativo. Le prime parole di Gesù dopo l’imperativo del Padre “Ascoltatelo!” sono altri due imperativi, “Alzatevi e non temete”Ascoltare Dio non è un ascoltare come si ascolta la musica, per cercare emozioni, è quasi un auscultare, è sempre un obbedire fino all’ultimo respiro.

A Dio che si rivela è dovuta l’obbedienza della fede (Dei Verbum n.5)

Ma è un obbedire non per restare schiavi, ma proprio per uscire da un rapporto con Dio timoroso e sottomesso, perché questi sono i suoi primi dolcissimi comandamenti: Alzatevi e non temete

Abbiamo davvero bisogno di ascoltare questa parola? Cosa c’è da non temere?  Il secondo Prefazio di questa domenica di Quaresima ci dice così:

Chiamando a testimoni la legge e i profeti  indicò agli apostoli che solo attraverso la Passione possiamo giungere al trionfo della Risurrezione.

Anche San Paolo sembra implorare il pauroso Timoteo:

Carissimo, soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio.

Soffrire per questa buona notizia di Dio presente nella carne della storia, per questo Regno, per questa Signoria di Dio che si sta estendendo nella storia. Nella carne di una moglie quando ama suo marito come lo ama Dio per la Forza del Sacramento e non più solo con la sua buona volontà, perché quella sarebbe finita da tempo.

Nella carne di un sacerdote che ha ricevuto nel Sacramento il Dono di poter dare la vita per le persone a lui affidate come Gesù perché a Lui Pastore è stato unito.

Nella carne delle consacrate in cui rifulge in pienezza il Regno di Dio, carni in cui Dio è Signore incontrastato.

Dopo i primi due, Gesù dà un terzo imperativo, un ordine al silenzio, al custodire, al trattenere.

Non parlate a nessuno di questa visione,  prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti.

Dio ha un suo modo di vedere le cose, anche Dio ha i suoi perché intimi. Non tutto a tutti subito, anche all’interno degli stessi dodici apostoli. Questo imperativo, unito a un altro, non date le perle e le cose sante ai cani e ai porci, ci fa capire anche che le cose di Dio non possono essere svendute. Quando siamo tentati di illuderci di poter dire sempre tutto e a tutti subito… Ascoltiamolo!

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

 

 

 

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