Straniero (27/11/2016)

alla-portaNicola, un nostro novizio, in questi giorni  mi ha fatto conoscere una canzone di Simon and Garfunkel intitolata Homeward bound. Lo ha fatto con queste parole: “Diretto a casa. Questa canzone – attraverso l’icona del cantante sempre in giro per concerti – esprime, secondo me, un sentimento comune ad ogni uomo: la nostalgia. Una nostalgia difficilmente esprimibile o falsamente identificata, una nostalgia molto spesso deformata da surrogati che la pervertono. Nostalgia di un luogo che sia veramente la nostra “home”[1], con tutta la profondità di questa parola inglese; la nostalgia di un paradiso perduto, di una pienezza di vita, di un amore eterno, che mi conforti, che è lì “ad aspettare, silenziosamente, per me”. E una speranza: esserne diretto.”

Questo il cuore di sempre dell’uomo. E Dio cosa rivela di sé stesso? Io sto alla porta e busso…

Gesù fuori, extra. Lui lo straniero che bussa per entrare. Io, noi siamo la sua home. Ha voluto così. Solo l’ingresso della Sua Presenza rende finalmente casa “home” tutta la mia vita. Senza la Sua Presenza al massimo la mia vita sarà un bell’edificio senza calore, senza amore, sena focolare. Senza il Fuoco di Dio in questa vita non c’è mai home, ma solo (quando va bene) house. Ecco allora a voi una poesia di Clemente Rebora intitolata Dall’immagine tesa che dice il cuore dell’Avvento meglio di mille parole. Lui verrà. Lui viene.

Dall’immagine tesa vigilo l’istante

con imminenza di attesa – e non aspetto nessuno:

nell’ombra accesa spio il campanello

che impercettibile spande un polline di suono – e non aspetto nessuno:

fra quattro mura stupefatte di spazio

più che un deserto non aspetto nessuno: ma deve venire;

verrà, se resisto, a sbocciare non visto,

verrà d’improvviso, quando meno l’avverto:

verrà quasi perdono di quanto fa morire,

verrà a farmi certo del suo e mio tesoro,

verrà come ristoro delle mie e sue pene, verrà, forse già viene il suo bisbiglio.

di Padre Maurizio Botta C.O.


[1] House è la casa intesa come costruzione, edificio. Home è inteso in senso spirituale, affettivo come ambiente familiare.

 

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