Il libro della settimana (19-25 Novembre 2017)

L’Uomo Eterno (Gilbert K. Chesterton)

Benedetta Scotti ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questo libro. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Perché è un libro luminoso, una grandiosa apologia del Cristianesimo, un baluardo contro le insidie del darwinismo, confutato genialmente da Chesterton. L’uomo, afferma Chesterton, “non un’evoluzione, bensì una rivoluzione”, che ha inizio in una grotta quando l’uomo, primo e unico tra gli esseri viventi, comincia a disegnare.”

Biblioteca completa.

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Sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Omelia 2015

Omelia 2017

Vangelo  Lc 18,1-8

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».


Un testo a commento del Vangelo di oggi sulla perseveranza nella preghiera.

Un’anima che continua nell’orazione è persa per il “demonio” poiché l’orazione non è altra cosa che la consegna deliberata di noi stessi nelle mani di Dio, stabilendoci interamente nella vita divina, essa ci mette al riparo dai nostri nemici. Una grande legge spirituale è che il demonio si attacca molto più alla nostra vita di preghiera che alle nostre virtù. Quando la relazione con Dio è ben viva in noi, i peccati, desolandoci completamente, divengono motivi supplementari di confidenza; sottolineando la nostra incapacità ad essere santi da noi stessi, la caduta ci invita ad immergerci nella “sorgente inesauribile della misericordia”. Aspettare di non averne più bisogno per cominciare a berne è in ogni caso condannarsi a morire di sete. Il peccato non è mai tanto grande quanto l’amore di Dio: ecco perché la vita cristiana si riassume nell’abbandonarsi a Lui, ancora e ancora, qualunque cosa accada.

Padre Max Huot de Longchamp da Semi di Contemplazione n°11 Dicembre 2000

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Venerdì della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Omelia 2015

Omelia 2017

Vangelo Lc 17,26-37

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

 

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Giovedì della XXXII settimana del Tempo Ordinario

lampo

Omelia 2015

Omelia 2017

«Quando verrà il regno di Dio?». Gesù intuisce dalla domanda il pensiero dei farisei. Se lo aspettavano al futuro il Regno di Dio. Un avvenimento spettacolare il Regno di Dio. Come un fuoco d’artificio nel cielo. Evidente a tutti. Improvviso. Gesù dice di no. «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Il Regno di Dio è in mezzo a noi già ora. Già presente oggi. È dentro la storia non è solo dopo la storia o sopra la storia. È il Regno di Dio il contenuto della predicazione di Gesù. Il contenuto del Vangelo, la Buona notizia, è il Regno di Dio. E allora vi dico io  il mio desiderio. Io voglio questa buona notizia, solo questa. Io voglio essere regnato da Dio. Io voglio avere Dio per Re. L’unica cosa che mi interessa. Per nient’altro vale la pena vivere. Tutto è troppo deludente. Tutto passa miseramente. Ed è solo così che il Regno di Dio si sviluppa nel tempo, con il libero assenso di tante anime. È costituito da tutte quelle anime che si vogliono sottomettere volontariamente alla signoria di Dio. Cresce. Il Regno di Dio sta crescendo e giungerà a un compimento descritto da Gesù come “il Suo Giorno”. Una manifestazione piena futura preceduta da tempi, i nostri, in cui Cristo conosce anche il libero rifiuto da parte degli uomini. L’ultima manifestazione del Figlio di Dio, quella sì, sarà improvvisa come un lampo. Evidente a tutti e terribile da un estremo all’altro del cielo. Come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo   Lc 17, 20-25

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».


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Mercoledì della XXXII settimana del Tempo Ordinario

San Francesco abbraccia i piedi di Cristo

Omelia 2015

Omelia 2017

Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Gesù è stupito dell’ingratitudine dei “vicini”. Nove lebbrosi del popolo eletto, figli di Israele, non tornano indietro. Non lodano Dio a gran voce. Non si prostrano ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Gesù definisce fede che salva la gratitudine di questo “eretico”, manifestata pubblicamente con grida di lode e prostrazione a terra. È Gesù che nel suo insegnamento definì come eretica la fede dei samaritani, ma ci viene ricordato oggi come si possa essere compatrioti di Gesù e non essere salvati. Questo era un uomo così “teologicamente” lontano dalla verità da essere definito da Gesù “straniero”. La fede in Gesù come taumaturgo li guarì tutti e dieci. La fede che ringrazia ne salvò uno solo. Potremmo sintetizzare così: la gratitudine manifestata a Dio pubblicamente e con forza è fede “dinamica” che ci salva.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo Lc 17, 11-19
+ Dal vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

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