La poesia della settimana (8-14 Gennaio 2017)

catullo_003Costanza Miriano  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” il carme 70 di Catullo. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe. Eccole.

“Ecco, credo che non si possa fare a meno di portare con sé un poeta latino, almeno. Nell’immenso patrimonio scelgo di portare Catullo che sento straordinariamente contemporaneo e fratello. È capace di conoscere l’uomo in un modo sconosciuto ai Greci, introduce nella cultura la profondità e la drammaticità del mondo interiore dell’uomo, ed ha un grande senso religioso.”

Antologia completa.

 

 

 

 


Catullo, carme 70

Dicebas quondam solum te nosse Catullum,

Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem.

Dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam,

sed pater ut gnatos diligit et generos.

Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,

multo mi tamen es vilior et elvior.

Qui potis est? Inquis. Quod amantem iniuria talis

Cogit amare magis, sed bene velle minus.


Catullo, carme 70

Dicevi un tempo di conoscere solo il tuo Catullo, Lesbia,

né volevi per me stringerti a Giove.

Cara ti tenni allora: e non soltanto come la gente l’amica,

ma come cari un padre tiene i figli e i generi.

Ora so chi tu sei: ed anche se brucio più forte, tu sei molto più vile, più trascurabile.

– Come può essere? –  chiedi. È che una tale ingiustizia

l’amante costringe ad amare di più, ma a volere meno bene.

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Sabato della I settimana del Tempo Ordinario

vocazione san matteoOmelia 2016

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Vangelo         Mc 2,13-17
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

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Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario

paralyticOmelia 2016

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Omelia 2017

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Vangelo   Mc 2, 1-12
Dal vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».  Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

 

 

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Il film della settimana (8-14 Gennaio 2017)

vita-meravigliosaLa vita è meravigliosa (1946, Frank Capra)

Nicola Commisso, Guido Tombari e Costanza Miriano hanno deciso di salvare nella loro “cassaforte impermeabile”  La vita è meravigliosa diretto da Frank Capra. Ho chiesto loro di raccontare il perchè in pochissime righe. 

“Un inno alla vita e a tutto ciò che la rende meravigliosa – l’amore, gli amici, il lavoro, la comunità, ecc. – nel mistero del sacrificio e del paradosso evangelico, del seme che muore per portare frutto. Ma anche un inno alla vita che non è tutta qui; alla Provvidenza che, attraverso angeli e santi, si prende cura delle nostre vicende umane; un inno alla Gioia dei cieli. Gioiose, voi tutte nazioni, sorgete e unitevi al trionfo dei cieli.” Nicola Commisso

“Da rivedere ogni tanto come terapia, una straordinaria favola a lieto fine per ricordare che il nostro posto nel mondo è qui e ora, e le cose che siamo e che facciamo sono quello che ci è dato, e le tentazioni di essere qualcos’altro, qualcun altro sono un inganno. Probabilmente speculare a Magnolia, dice del bene che possiamo trovare nel nostro destino.” Costanza Miriano e Guido Tombari

Cineteca completa.


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Lunedì della I settimana del Tempo Ordinario

chiamata di giacomo e giovanniOmelia 2016

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Omelia 2017

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Vangelo         Mc 1, 14-20
Dal vangelo secondo Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. 

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