Venerdì della V settimana di Pasqua

Audio Omelie

24 Maggio 2019

4 Maggio 2018

19 Maggio 2017

8 Maggio 2015


Vangelo   Gv 15, 12-17
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

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Dedicazione di Santa Maria in Vallicella (Chiesa Nuova)

Audio Omelie

23 Maggio 2019


Vangelo Gv 2,13-22 
dal vangelo secondo Giovanni
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 

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Giovedì della V settimana di Pasqua

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Audio Omelie

7 Maggio 2015


È necessario circonciderli e ordinar loro di osservare la legge di Mosè… Questo il problema della Chiesa nascente lasciato ieri in sospeso. Ed ecco la risposta di Pietro su cosa sia veramente necessario per la salvezza, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro.

Dire che la salvezza deriverebbe dall’osservanza della Legge metterebbe al centro della salvezza l’uomo con le sue forze e il rapporto con Dio diventerebbe di questo tipo: “sai quello che devi fare fallo e sarai salvo!”. San Pietro, invece, ribadisce che la Salvezza è rimanere in Lui beneficiando, come linfa, della Grazia che da Lui promana.

Ritorniamo alla domanda lasciata in sospeso ieri: “Signore cosa dobbiamo fare per rimanere uniti a Te?”

Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Oggi, allora, continuando a scendere in profondità diventa decisivo approfondire cosa voglia dire questo verbo osservare, in greco τηρεω. Questi i suoi significati: 1) guardo, custodisco, tengo in guardia, sto a guardia, ho cura, conservo.  2) Spio, osservo, guardo. C’è, quindi, tutta l’idea della vigilanza della guardia che custodisce un prigioniero. La Salvezza è, dunque, che le parole di Gesù riposino in noi come seme nella terra. Salvezza è accogliere, è custodire, è avere cura di questi comandamenti, non farli scappare. Il comandamento per essere nella Sua Gioia, il comandamento da custodire, su cui vigilare, da accogliere in noi come la terra accoglie e custodisce i semi, Gesù, scendendo ancora più  in profondità, ce lo dirà nel Vangelo di domani. Come in una caccia al tesoro.

di Padre Maurizio Botta

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Mercoledì della V settimana di Pasqua

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Audio Omelie

6 Maggio 2015


Per dare frutto occorre rimanere innestati. Versetti che spingono in una direzione sola, che  stimolano una sola domanda: “Dicci Signore, cosa dobbiamo fare per rimanere uniti a Te?” Questo rimanere è legato sempre alla realtà del portare molto frutto, non è, cioè, un rimanere fine a sé stesso, intimistico, di puro godimento tu ed io e basta, ma è un rimanere fecondo aperto, apostolico, missionario. La risposta a questa domanda la troveremo domani. Domani Gesù scende in profondità e risponde: “se vuoi rimanere in Me per portare frutto, se vuoi fare qualcosa, se non ti vuoi separare, se non vuoi seccare, se non vuoi rimanere sterile spiritualmente e umanamente, devi…” Questa domanda sospesa, ci spiega anche la posta in gioco del problema apparentemente lontano e per noi insignificante che abbiamo ascoltato oggi negli Atti degli Apostoli: Se non vi fate circoncidere secondo l’uso di Mosè, non potete esser salvi…  è necessario circonciderli e ordinar loro di osservare la legge di Mosè… La continuazione della lettura degli Atti che faremo domani ci presenterà come la Chiesa risolse questo problema e vedremo come le parole di Pietro saranno in linea con la risposta data da Gesù alla nostra domanda sospesa.

di Padre Maurizio Botta

 

 

 

 

 

 

 

 

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Martedì della V settimana di Pasqua

PACE

Audio Omelie

26 Aprile 2016

5 Maggio 2015


Vi lascio la Pace, vi dò la mia Pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Come è questa Sua Pace? Quali le caratteristiche? In che cosa è diversa da quella che dà il mondo? La Parola commenta la Parola e oggi ci aiuta San Paolo.

È il segno del Regno di Dio presente. 

Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. Romani 14,17

Regna all’interno del Corpo di Cristo di cui facciamo parte. 

E la Pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! Colossesi 3,15

Custodisce i nostri cuori e i nostri pensieri in Cristo Gesù.

la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Filippesi 4,7

È frutto del dono dello Spirito Santo.

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé;  Galati 5,22

Sconfigge, dopo un periodo di prove, Satana e le sue tribolazioni e tentazioni.

Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi. Romani 16,20

di Padre Maurizio Botta C.O.

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