Il metodo

Contesto. C’è prima qualcuno di una grandezza umana, ascetica e spirituale schiacciante e questo è Giovanni il Battista. E lui indica un altro.
Gesù non indica un altro uomo. A Gesù ci si ferma, non c’è altro sapiente che possa rispondere. Non ce ne sono altri dopo Gesù. Solo il Padre. Lui non dice andate da soli, ma venite con me. Venite a me. Vieni e seguimi. Venite e vedrete. L’amore vero non teme di usare il modo verbale imperativo.
Vedrete il tempo è il futuro. In mezzo ci sono quindi dei passi per arrivare al posto giusto, per regalarsi il tempo giusto. E quel giorno rimasero con lui. Uno spazio e un tempo necessari per incontrarsi veramente.
Un metodo così adeguato per noi uomini. È metodo perché dopo l’incontro con Lui i suoi discepoli per chiamare gli amici useranno la stessa espressione. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Non dice: vai! Ma: vieni con me e vedi!. Ti porto con me. Andiamo insieme, perché io comunque non posso non tornare.
Poter usare noi le sue stesse parole perché i nostri corpi sono membra del Suo. Perché noi siamo Tempio dello Spirito Santo. Avere a portata di mano la presenza di Cristo nel suo vero Corpo che è la Chiesa fatto di luoghi, amici, liturgia, esperienze, attività. Avere come unica strategia: “Vieni e vedi”. Quando ci viene da convincere solo filosoficamente, ma non abbiamo persone concrete a cui portare un amico, la fede non è matura. Non c’è ancora una vera comunità se la frase più ragionevole a proposito dell’annuncio cristiano “Vieni e vedi” non ci viene da dirla perché non abbiamo niente di prezioso in termini di bellezza, di verità, di bontà da far incontrare concretamente nella carne alle persone a cui vogliamo bene.

Padre Maurizio Botta C.O.


Audio Omelie

II Domenica del Tempo Ordinario (anno B) – Commento alle letture per la Radio Vaticana

Omelia 14 Gennaio 2018

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Sabato della I settimana del Tempo Ordinario

vocazione san matteoAudio Omelie

13 Gennaio 2018

16 Gennaio 2016

 

Vangelo         Mc 2,13-17
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

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Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario

paralyticAudio Omelie

12 Gennaio 2018

13 Gennaio 2017

15 Gennaio 2016

 

Vangelo   Mc 2, 1-12
Dal vangelo secondo Marco
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».  Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

 

 

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Giovedì della I settimana del Tempo Ordinario

magnete2Audio Omelie

11 Gennaio 2018

12 Gennaio 2017

14 Gennaio 2016

 

Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

Un giorno chiesero a S.Serafino di Sarov: “Come mai da te, che vivi in solitudine, viene tanta gente?” “Amico, cerca la pace e raggiungila nel tuo cuore, e migliaia di uomini ti cercheranno”. Andare e stare. Forza centrifuga e forza centripeta. Uomini in un certo sensi passati in Cristo, dalla morte, dalla disfatta esistenziale, alla Vita. Uomini che hanno gustato la Forza Agente della Resurrezione presente nel tempo, entrati nella Pace e nella Gioia di Dio attraverso una notte in cui tutto sembrava perduto. Pensiamo ai Dodici. Ecco, un uomo pacificato dal sangue di Cristo, un uomo che ha lavato le sue vesti nel Sangue dell’Agnello, esercita una forza centripeta sugli altri, li attrae. A questo proposito al n.64 di Sacramentum Caritatis ricordava Benedetto XVI: “ Nella tradizione più antica della Chiesa il cammino formativo del cristiano, pur senza trascurare l’intelligenza sistematica dei contenuti della fede, assumeva sempre un carattere esperienziale in cui determinante era l’incontro vivo e persuasivo con Cristo annunciato da autentici testimoni. In questo senso, colui che introduce ai misteri è innanzitutto il testimone. Tale incontro certamente si approfondisce nella catechesi e trova la sua fonte e il suo culmine nella celebrazione dell’Eucaristia.”

Vangelo Mc 1, 40-45
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

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Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario

casa-di-pietro-cafarnaoAudio Omelie

10 Gennaio 2018

11 Gennaio 2017

13 Gennaio 2016

Nel primo buio dopo il tramonto Gesù sprigiona la sua potenza taumaturgica ed esorcistica. Il luogo è Cafarnao dove Pietro aveva la sua casa. È davanti a questa casa, che ancora oggi si può vedere a due passi dalla sinagoga, che quella notte Gesù inizia a guarire e a liberare. Inizia perché le ore passano ed evidentemente non riesce fisicamente a farlo con tutti. Lo capiamo dal fatto che al mattino presto di nuovo “cingono d’assedio” la casa, ma Gesù non c’è più. Pietro evidentemente si trova in imbarazzo dovendo rispondere alle richieste pressanti dei suoi stessi paesani. Inizia a braccare Gesù mettendosi sulle sue tracce e trovatolo le parole tradiscono questa sua agitazione: “Tutti ti cercano!”. Pietro da per scontato che Gesù dovesse tornare in centro paese e ricominciare a guarire e liberare quei poveri malati e indemoniati rimasti delusi la sera precedente per essere stati congedati perché troppo tardi. Gesù dopo questa lunga preghiera davanti al Padre riordina le priorità in funzione della Missione affidatagli: la predicazione è più importante della guarigione e degli esorcismi. Gesù per amore del Padre va oltre alla delusione di Pietro e a quella più drammatica di quei poveretti. Occorre sempre considerare come Gesù non cambi e quindi anche oggi cose buone che per noi evidentemente sono priorità assolute non è detto lo siano anche per lui.

Vangelo Mc 1, 29-39
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

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