Corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio 2027

 

Carissimi amici,

è con gioia che vi annuncio l’inizio del prossimo corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio 2027.

Il corso sarà composto da 9 incontri non è riservato solo ai fidanzati che hanno già deciso di sposarsi, ma anche a fidanzati che desiderano fare un discernimento come coppia per decidere se sposarsi o anche a giovani (sotto i 30) che desiderano comprendere meglio il senso di sposarsi in Chiesa.

Gli incontri sono al Sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 17.00 con ingresso da Via della Chiesa Nuova, 3.

Ecco le date 2027:  9/1  -16/1  -6/2  -13/2  -27/2  -6/3  -3/4  -10/4  -17/4

Per iscriversi è sufficiente mandare una email con nomi, cognomi ed email di entambi i fidanzati a questo indirizzo: padremauriziobotta@gmail.com

In questo modo sarete inseriti automaticamente nella mailing list del gruppo 2027.

Naturalmente il Corso è completamente gratuito.

Un caro saluto e a presto

Padre Maurizio Botta C.O.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Martedì della XXI settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

25 Agosto 2020


La riforma sempre necessaria e indispensabile all’interno della Chiesa, di oggi si parla ancora di questo. Le parole di questi giorni sono per noi sacerdoti, certamente per tutti, ma risuonano più forti nei nostri cuori. La parola fariseo è solo ai nostri orecchi che risulta negativa proprio perché Gesù è contro di loro che indirizza le parole più severe e i rimproveri più aspri, ma all’interno del popolo di Israele erano ammirati, stimati, erano gli uomini religiosi per eccellenza, a capo della comunità.

Che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!

L’opera di Dio in noi ci purifica, ci pulisce dentro e cambiandoci dentro anche l’esterno diventa pulito. Il movimento di Dio ci cambia così: dall’interno all’esterno.

È più radicale è più profondo. Dio vede dentro. Tra uomini ci preoccupiamo di apparire all’esterno. Per Dio decisivo è quell’interno che solo noi conosciamo e che Dio vede. Abbandoniamoci all’azione di Dio.

Vangelo Mt 23,23-26

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

San Bartolomeo (24/08/2026)

Audio Omelie

24 Agosto 2018


Vangelo Gv 1, 45-51
Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

La banda

Audio Omelie

23 Agosto 2020

XXI Domenica del Tempo Ordinario (anno A) – Commento alle letture per la Radio Vaticana


Il dialogo tra Pietro e Gesù è fondamentale. Sono contenuti, nelle parole di Gesù, gli elementi fondamentali della Chiesa, per comprenderla senza snaturarla.

Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

Beato, gli dice, non bravo. Non ci è arrivato da solo, non è farina del suo sacco. È una luce, un’intuizione soprannaturale donata dal Padre. È Celeste non terrestre. Esistono le luci e le rivelazioni celesti di Dio. Per comprendere l’identità profonda di Gesù occorre un dono. A Pietro è svelata la reale identità di Gesù e Gesù conferma che quello che dice Pietro è giusto perché la profondità del mistero di Dio gli è svelata non è più nascosta. Il volto, l’intimità di Dio non sono più nascosti, ma il fatto che conoscere Gesù sia un dono ricevuto dal Padre esclude la possibilità che un cristiano sia arrogante, sprezzante, polemico. Fermo, certo sì, ma mai arrogante. Gesù non è solo un grande profeta, un riformatore sociale. L’idea aberrante di Gesù primo comunista chi non ha dovuto sentirla? A Gesù, infatti, come grande maestro nessuno si oppone. Una volta anestetizzato Gesù Cristo sta veramente simpatico a tutti, basta dimenticare alcune (tante) sue parole e far finta di non sapere o non saper proprio quello che Egli dice di sé. Nessun uomo religioso arrivò mai all’audacia delle affermazioni che Gesù fece su sé stesso.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra Io edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te (io) darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

È Gesù ad affermare il carattere soprannaturale della Chiesa. Non è una compagine solo umana. La Chiesa dalla parole di Gesù emerge come un progetto divino, l’ingegnere è divino e divino è il costruttore. Gesù continua a dirci questa sera che Lui è il soggetto agente, che è Lui ad edificarla, che è Lui a proteggerla, che è Lui a darle le chiavi, i sacramenti che fanno entrare il Cielo, la Vita Eterna di Dio in questa storia che diversamente rimane tragicamente immutabile. Noi siamo e diventiamo pietre vive connesse da un costruttore con un progetto in testa. Questo urta contro l’individualismo moderno che ci segna tutti. Avrei voluto essere una banda, canta la canzone gioiosa e ironica di Claudio Chieffo, ma volevo essere io tutto dalla grancassa al clarinetto tromba trombone il sax tenore e allo stesso tempo il direttore …

di Padre Maurizio Botta C.O.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Giovedì della XX settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

18 Agosto 2022

20 Agosto 2020

23 Agosto 2018


A chi si rivolge Gesù? È sempre fondamentale chiederselo per dare la giusta interpretazione alle sue parole. Parla ai capi religiosi del popolo e parla di un ulteriore aspetto della realtà del Regno di Dio. Banchetto di nozze per il figlio del re, il massimo della festa e quindi il massimo dell’invito, il massimo della vita sociale, il massimo attestato di amicizia e di intimità, il massimo dell’onore. Gesù racconta la possibilità di rifiutare una chiamata così preziosa per futili motivi. L’invito è esteso a uomini presi dai crocicchi delle strade, perché i primi non ne erano degni, questi evidentemente non sembrerebbero degni, sono scelti quasi a caso, ma sanno di essere chiamati per un pranzo di nozze, vengono invitati. Qui Gesù mette in guardia dal rischio di sottovalutare il dono. Mancare di rispetto nei confronti di colui che invita. Non avere l’abito nuziale, che non è una caratteristica morale, dal momento che, buoni e cattivi dice il vangelo sono chiamati. Allora che cos’è questo abito? È mancare del timor di Dio, trattare in modo sacrilego e superficiale le cose di Dio. Dio è infinitamente buono e infinitamente misericordioso, è Padre e proprio per questo non può essere un bonaccione. Trattare volgarmente l’intimità offertaci da Dio, senza pudore, senza ritegno. Trattare l’invito di Dio come un invito umano a una bettola o peggio. Molti sono chiamati a questa intimità totale, a trovare questa perla preziosa, questo tesoro nascosto, a diventare rete per salvare l’umanità dal male-mare, a diventare lievito per la pasta dell’umanità, a diventare luce nella notte, a diventare sale della terra, a diventare albero su cui gli uccellini di tutta la terra possono trovare riposo, a ricevere un perdono smisurato e infinito diventando degli iper-perdonati capaci di parlare a tutti della Sua Misericordia. Ma è lasciata la libertà, l’abito nuziale è la consapevolezza dell’enormità immeritata del dono, non si può stare in questa intimità come se fosse dovuta, come se fosse roba da poco. Sai di essere un invitato all’intimità con Dio. Non è come abbiamo detto una questione morale, visto che buoni e cattivi sono invitati! Ma questo abito è il minimo essenziale.

Vangelo Mt 22, 1-14
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù riprese a parlar in parabole ai capi dei sacerdoti e agli anziani e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. E disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Mercoledì della XX settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

17 Agosto 2022

19 Agosto 2020 (Una parabola per correggere Pietro)

22 Agosto 2018 (Cosa vuol dire gli ultimi saranno primi e i primi saranno ultimi?)


La Vigna è immagine biblica preziosa, ricca, sovrabbondante di senso. Perché Israele è la Vigna scelta del Signore. Da qui il Dono di essere chiamati a lavorare nella Vigna. Collaboratori attivi del progetto di Dio sull’umanità. Entrare nel Regno dicevamo ieri è la perfezione nel seguire Gesù Cristo, perfezione nel rapporto con Dio, qualcosa di più profondo, radicale e carico di promesse dell’essere semplicemente salvati. Il buon ladrone si è salvato, a ricordarci che quelli che si salvano, perché Dio può tutto nel suo Infinito Perdono, sono molti di più di quelli che già su questa terra, in questa vita entrano nel Regno dei Cieli diventando totalmente figli nel Figlio, seguendolo, puntando vitalmente su di Lui, diventando protagonisti della salvezza dell’umanità e gustando già ora il centuplo. Oggi si parla di disprezzo. Nel senso di prezzare poco. Dar un prezzo basso. Valutare poco l’Onore di non essere rimasti senza senso nella vita. Valutare poco il Dono di diffondere la Vita di Cristo nel mondo. La logica del merito non è eliminata, la giustizia di Dio non contraddice la logica umana del merito. C’è un accordo e questo viene rispettato, ma c’è anche un superamento immenso rispetto alle logiche umane. La scorsa settimana riflettevamo su uno degli aspetti del Regno, quello dell’esperienza del Perdono esagerato, smisurato di Dio per noi. Oggi un altro aspetto è illuminato, l’immenso onore di essere usati, di essere lavoratori in questa Vigna Preziosa, in questa Vigna Decisiva perché generatrice di Pace e Gioia. Il Dono uniti a Cristo di trasmettere la Pace e la Gioia di Dio.

di Padre Maurizio Botta C.O.


Vangelo Mt 20,1-16

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail