San Filippo Neri e il “suo” Oratorio…


In occasione dell’imminente Festa di San Filippo Neri metto con gioia a disposizione una catechesi del 17 Maggio scorso in cui ho tentato di approfondire il legame tra il padre Filippo e l’Oratorio, la sua amata “invenzione”. Ho cercato di dare ragioni della continua freschezza e originalità di questa intuizione nata dal cuore infiammato di Amore del Santo della Gioia.

padre Maurizio Botta

San Filippo e il “suo” Oratorio – 17 Maggio 2024


Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ritornano le Sette Chiese! Venerdì 10 Maggio 2024

054-SDP_1231

Con immensa gioia vi annunciamo che Venerdì 10 Maggio 2024, a Dio piacendo, torneremo pellegrini insieme sul cammino delle Sette Chiese.
Sarà un’edizione speciale che precede quella del Grande Giubileo del 2025.
Avremo con noi il maestro Ambrogio Sparagna, i musicisti dell’Orchestra Popolare e un coro diretto dalla direttrice Annarita Colaianni.
***
La tradizionale Visita delle Sette Chiese nell’arco di una notte ci porta a un incontro profondo con noi stessi e con Dio pregando secondo lo schema delle antiche orazioni composte da San Filippo Neri. Questo pellegrinaggio ci aiuta inoltre a scoprire Roma e in un certo senso ad appropriarci della città in cui ci muoviamo convulsamente tutti i giorni.
UNICA DATA 2024!
Le catechesi saranno proposte da Padre Maurizio Botta e dai padri della Congregazione.
PARTENZA:
Chiesa Nuova – Santa Maria in Vallicella
Piazza Chiesa Nuova (a metà di Corso Vittorio Emanuele II; alle sue spalle, poco distanti, Piazza Navona e Castel Sant’Angelo)
Il ritrovo è VENERDI’ 10 Maggio 2024 alle 19.00 (puntuali!) all’aperto in piazza della Chiesa Nuova (i bagni interni non sono accessibili per lavori in chiesa).
ARRIVO:
L’arrivo è “indicativamente” previsto tra le 6.00 e le 7.00 di SABATO 11 Maggio alla Basilica di “Santa Maria Maggiore”.
CONSIGLI:
1) Il percorso è di circa 25 km per questo motivo si consigliano scarpe molto comode. Se qualcuno non ce la facesse può tranquillamente e in qualsiasi momento tornare a casa. Non è necessaria nessuna prenotazione previa.
2) Sono richiesti per l’iscrizione 5 euro per il libretto della Visita e per il noleggio delle cuffiette per agevolare l’ascolto delle catechesi. Chi per gratitudine vorrà aiutarci lo potrà fare con un’offerta superiore ai 5 euro donata all’Associazione Oratorium che affianca economicamente i padri della Congregazione nel rendere possibili le tante attività dell’Oratorio di San Filippo Neri di Roma.
3) Si consiglia di portare una felpa o maglietta più pesante perché la notte le temperature scendono un po’.
4)Portare un ROSARIO.
5) ATTENZIONE PORTARE LA CENA AL SACCO! Ci si fermerà alla parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia alla Garbatella. Lì oltre a spazi per mangiare all’aperto o se necessario al coperto, ci saranno anche bagni per tutti. In Chiesa i padri della Comunità della Garbatella e i sacerdoti che fanno con noi il pellegrinaggio si renderanno disponibili per le Confessioni.
6) Conviene lasciare la macchina parcheggiata intorno a “Santa Maria Maggiore” (all’arrivo la mattina si è stanchissimi).
7) Confessarsi prima, durante o dopo il pellegrinaggio (entro 8 giorni) .
Portare una torcia (pila elettrica) può far molto comodo per illuminare la strada nei punti più bui, soprattutto verso le 3:00-4:00 di notte.
9) Caldamente consigliato portarsi un OMBRELLO, oppure un K-WAY, una MANTELLA per la pioggia oppure un PONCHO impermeabile da pellegrino.


Indicazioni importanti su Sante Messe e Confessioni

  • Per chi volesse partecipare alla Santa Messa prima del pellegrinaggio ci sono le seguenti possibilità: alle ore 18.00 Santa Messa presso la Parrocchia di San Salvatore in Lauro che dista 5 minuti a piedi dalla Chiesa Nuova; alle ore 18.00 Santa Messa alla Parrocchia di San Giovanni Battista dei Fiorentini che dista 6 minuti a piedi dalla Chiesa Nuova; alle ore 18.30 alla Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone a 2 minuti dalla Chiesa Nuova.
  • Per le confessioni il nostro consiglio, visti i numeri e la natura di questa notte di preghiera, è di confessarsi con calma o prima o dopo il pellegrinaggio, ma alla fermata della Garbatella subito dopo la cena al sacco ci saranno in chiesa alcuni sacerdoti a diposizione per celebrare il sacramento della riconciliazione.
  • Alla Chiesa Nuova causa lavori di restauro i bagni sono inagibili. Vi consigliamo, quindi, di recarvi prima nei moltissimi bar vicini alla Chiesa Nuova.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Il nuovo sito del Pellegrinaggio delle Sette Chiese

Cari amici,

vi annuncio con gioia e semplicità la nascita di un sito che spero tanto utile per chiunque voglia fare in gruppo o da solo, con la sua famiglia o la sua parrocchia il meraviglioso Pellegrinaggio delle Sette Chiese, cammino rilanciato secoli fa da San Filippo Neri e legato per sempre al suo nome.

In questo sito troverete tutto il materiale che utilizziamo noi padri dell’Oratorio di San Filippo Neri di Roma per vivere il pellegrinaggio delle Sette Chiese.

Potrete pregare quindi le orazioni originali di San Filippo Neri con i suoi avvertimenti per fare con frutto questa “santa peregrinatione“.

Troverete i file audio delle catechesi registrate in studio per commentare ogni singola orazione e per guidare passo passo i pellegrini.

Orazioni antiche e tradizionali delle Sette Chiese come l’inno Vanità di Vanità e i Gradi della Passione.

I file audio, testi e spartiti dei canti musicati dal maestro Ambrogio Sparagna.

Le cartine di ogni tappa.

Un sito semplice e molto maneggevole per chi voglia in compagnia o da solo fare un vero pellegrinaggio cristiano nel cuore di Roma.

Il Pellegrinaggio delle Sette Chiese (Cammino di San Filippo) è inserito tra i pellegrinaggi ufficiali proposti ai pellegrini di tutto il mondo per il Giubileo 2025.

Ora occorre solo far conoscere questo sito a tutti gli amici che sono interessati a realizzare il Pellegrinaggio delle Sette Chiese.

Un ringraziamento come Prefetto dell’Oratorio di San Filippo Neri di Roma all’Associazione Oratorium che ha reso possibile la realizzazione di questo sogno che avevamo da anni!

Vi aspettiamo domani sera 10 Maggio 2024 alle 19.00 per metterci ancora in cammino come popolo di Dio che con umiltà prega, canta e loda il Suo Signore!

padre Maurizio Botta

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Ci taglia

Audio Omelie

2 Maggio 2021 (Voi siete già potati… Potatura)

29 Aprile 2018 (Ci taglia..)

V Domenica di Pasqua (anno B) – Commento alle letture per la Radio Vaticana


Noi vorremmo solo parole rassicuranti, quando di Gesù sono anche moltissime parole inquietanti. Questa sera ci dice che: Dio Padre ci taglia. Andiamo con ordine.

Per descrivere il rapporto con i suoi discepoli Gesù usa un’immagine vegetale. Albero e rami. Albero di vite e tralci. Un rapporto naturale-vitale di dipendenza. Unione fisica da cui dipende la vita spirituale più profonda.

L’osservazione di come la linfa dia vita e irrori anche i rami più lontani è a questo proposito molto istruttiva: la linfa è un liquido a composizione variabile (a seconda delle necessità della pianta, della temperatura, della variabilità delle stagioni). La linfa (xilematica) sale contro la forza di gravità dalle radici verso foglie e germogli grazie a due meccanismi: pressione radicale e trazione. Non c’è quindi solo la “pressione” delle radici che spinge la linfa in alto a superare la forza di gravità. C’è la “trazione” della linfa da parte degli stessi rami.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.

Quello che in natura avviene spontaneamente, nella vita spirituale avviene liberamente. Rimanete è un imperativo che presuppone una vera libertà. Dipende da noi veramente la trazione della linfa per non seccarci. Non è un obbligo, non avviene spontaneamente per sola pressione divina. È scelta libera. Quanti battezzati tagliati dal Padre-Vignaiolo dal Figlio-ViteVera perché non danno nessun frutto, secchi, aridi, senza linfa! Cristiani aridi e secchi proni ad ascoltare, sondaggi di opinione, statistiche, indici e valori che per ammissione degli stessi inventori non possono descrivere la realtà. Battezzati zelanti nel citare autorità di ogni tipo, “l’ha detto lui ”, senza mai conoscere a memoria le parole di Gesù. Tanti cosiddetti grandi uomini o pensatori, sono stati, se vere sono le parole di Cristo, solo rami secchi e infruttiferi. Capaci solo di descrivere l’orrore di una vita arida, senza linfa e senza frutti. Cantori disperati e disperanti di cosa sia il vivere senza lo Spirito Santo di Dio. Senza Grazia.

La vita, secondo Antoine Roquentin (protagonista del romanzo La nausea di Sartre) nel momento in cui ci appare come un unico e inevitabile flusso di esperienze senza un senso proprio, provoca appunto la grande vertigine della nausea. Stessa realtà troviamo ne La noia il romanzo di Alberto Moravia o nel teatro dell’assurdo.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

Quanti cristiani battezzati in cui l’unione di volontà con la Volontà di Gesù non è la priorità. Quando i sacramenti per questo ci sono donati, per realizzare l’unione della nostra volontà con quella di Cristo, per portare frutto a gloria del Padre.

Dio Padre comunque ci taglierà. Per potarci e dare più frutto o per conclamare una sterilità liberamente scelta e protrattasi per troppo tempo. Anche questo è Vangelo.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Mercoledì della IV settimana di Pasqua

zombie

Audio Omelie

10 Maggio 2017

29 Aprile 2015


Gesù allora gridò a gran voce…

Il contesto che precede le parole che Gesù addirittura grida forte è questo, sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui; Tuttavia, anche tra i capi, molti credettero in lui, ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per non essere espulsi dalla sinagoga; amavano infatti la gloria degli uomini più della gloria di Dio.

Non amare la gloria di Dio e amare la gloria data dagli uomini. Questa gloria data dagli uomini ha in sé qualcosa sempre di ambiguo, di odioso, meglio ancora, di mortifero. Possiamo capire ancor meglio oggi quello che ieri diceva Gesù, io ve l’ho detto e voi non credete, ho le opere che mi danno testimonianza ma voi non credete. E perché non credono? È questa una forma innocente di non-credere? Magari perché l’annuncio non è giunto? O perché è giunto solo a parole, ma senza opere concrete? No assolutamente! Qui siamo nel caso in cui vorresti credere, ma non lo fai apertamente perché ami la gloria umana! E a differenza delle parole di Dio che sono Vita Eterna, amare questa gloria ti mortifica, ti rende un morto vivente… quanto è vera questa parola! Quando l’uomo insegue l’uomo diventa un morto vivente, che vive nella morte e diventa incapace di donare speranza.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail