Frecce lucenti

Audio Omelie

22 Ottobre 2017

Commento alle letture della XXIX Domenica del Tempo Ordinario (Anno A) di P. Maurizio Botta per la Radio Vaticana


Alla malizia stomachevole dei farisei che fanno domande per tentarlo, per farlo cadere, ungendole con odiose e melliflue lodi false, “Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità” oppure “Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno”, Gesù risponde con ironia e intelligenza. Con una sola risposta sguscia loro di mano. Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Sulla moneta di metallo c’è l’immagine dell’imperatore? Bene! Che ritorni all’imperatore. Ma sulla moneta uomo che immagine è impressa? A chi deve tornare? Quali sono i segni di questa immagine di Dio impressa in noi che ci rende suoi, che ci rende monete del Suo Tesoro?

I segni sono al negativo. È innaturale per noi la fine. È impossibile per noi accontentarci. È impossibile per noi non provare noia. È impossibile non sentire una voce interiore che ci porta ad amare la verità e a detestare la menzogna accomunandoci in questo ad ogni uomo di ogni tempo. È impossibile per noi amare come vorremmo. È impossibile per noi essere amati con la pienezza che sogneremmo. Perché siamo fatti così? Perché percepiamo tutte queste incapacità e impossibilità come ingiurie? Se non fosse iscritta in noi in modo indelebile la coscienza di essere fatti per altro?

Qualche hanno fa Fabrice Hadjadj nel libretto Giobbe o la tortura degli amici lo disse poeticamente così.

O Gioia, tu sai bene che se soffro tanto, è a causa tua, perché non ti ho rinnegata.  O Gioia, tu sai bene che se grido così forte, è a causa tua, perché sento ancora la tua chiamata. E tu sai bene, o Gioia, che se mi rivolto davanti all’orrore, è a causa tua, perché non ho dimenticato il tuo sorriso. Senza la tua vicinanza, il male mi sembrerebbe normale e la morte non sarebbe amara. Ma tu, la tua assenza mi accompagna ovunque, sei qui…

La Gioia presentita come naturale è segnalata dallo strazio che ci dà la sua assenza. Il segno del nostro essere fatti a immagine e somiglianza di Dio è questo richiamo esercitato su di noi dalla Gioia, dalla Beatitudine come destino. Gesù lo conferma ai suoi discepoli più intimi di tutti i tempi dicendo, questo vi ho detto perché la Mia Gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.  Anche Chesterton in uno dei suoi saggi ricorda che:

Per i cattolici è dogma fondamentale di fede ritenere che tutti gli esseri umani senza eccezione alcuna sono creati per un fine: formati e forgiati per essere frecce lucenti che puntano al bersaglio della Beatitudine.

da G.K. Chesterton, La Chiesa Viva, Paoline, 1957, p. 32

di Padre Maurizio Botta C.O.

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