Giovedì della XX settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

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A chi si rivolge Gesù? È sempre fondamentale chiederselo per dare la giusta interpretazione alle sue parole. Parla ai capi religiosi del popolo e parla di un ulteriore aspetto della realtà del Regno di Dio. Banchetto di nozze per il figlio del re, il massimo della festa e quindi il massimo dell’invito, il massimo della vita sociale, il massimo attestato di amicizia e di intimità, il massimo dell’onore. Gesù racconta la possibilità di rifiutare una chiamata così preziosa per futili motivi. L’invito è esteso a uomini presi dai crocicchi delle strade, perché i primi non ne erano degni, questi evidentemente non sembrerebbero degni, sono scelti quasi a caso, ma sanno di essere chiamati per un pranzo di nozze, vengono invitati. Qui Gesù mette in guardia dal rischio di sottovalutare il dono. Mancare di rispetto nei confronti di colui che invita. Non avere l’abito nuziale, che non è una caratteristica morale, dal momento che, buoni e cattivi dice il vangelo sono chiamati. Allora che cos’è questo abito? È mancare del timor di Dio, trattare in modo sacrilego e superficiale le cose di Dio. Dio è infinitamente buono e infinitamente misericordioso, è Padre e proprio per questo non può essere un bonaccione. Trattare volgarmente l’intimità offertaci da Dio, senza pudore, senza ritegno. Trattare l’invito di Dio come un invito umano a una bettola o peggio. Molti sono chiamati a questa intimità totale, a trovare questa perla preziosa, questo tesoro nascosto, a diventare rete per salvare l’umanità dal male-mare, a diventare lievito per la pasta dell’umanità, a diventare luce nella notte, a diventare sale della terra, a diventare albero su cui gli uccellini di tutta la terra possono trovare riposo, a ricevere un perdono smisurato e infinito diventando degli iper-perdonati capaci di parlare a tutti della Sua Misericordia. Ma è lasciata la libertà, l’abito nuziale è la consapevolezza dell’enormità immeritata del dono, non si può stare in questa intimità come se fosse dovuta, come se fosse roba da poco. Sai di essere un invitato all’intimità con Dio. Non è come abbiamo detto una questione morale, visto che buoni e cattivi sono invitati! Ma questo abito è il minimo essenziale.

Vangelo Mt 22, 1-14
Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù riprese a parlar in parabole ai capi dei sacerdoti e agli anziani e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. E disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

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