Lunedì della XXV settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

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Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza. Luca 8,15

Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere…

Queste parole vengono dopo le parole sull’ascolto della parabola del seminatore. Dio si rivela, svela il suo mistero, Dio si dà. Cristo è la Parola del Padre, Cristo svela il Padre dandosi, non si nasconde, è come luce in una stanza buia. Cuore biblicamente è la sede delle decisioni del volere non è la mente o la sede dei sentimenti. Noi facciamo sovente dell’ascolto un problema di intelligenza, di cultura. No. È un problema di intenzione, di decisione. Hai deciso di custodire questa parola con perseveranza, vuoi capire, sei deciso a volere che ti illumini? Bene! Allora tutto sarà luce, non ti sarà nascosto niente. Partendo dalla tua decisione tutto ti sarà svelato perché questa è la Volontà di Dio, parlare, farsi conoscere, comunicare intimamente al di là di ogni limite. Il problema dell’ascolto non è il problema del fatto che ci sono cose non dette o non rivelate. È solo un problema di accoglienza e custodia di una Parola che ci è data, che è svelata. Comprendere questo, che Dio non si nega a noi, che Dio ci parla, è una esperienza sconvolgente. Dio ci offre una conoscenza di Sé totale piena luminosa senza zone di ombra. A chi vuole ascoltare Dio non si nega. A chi vuole conoscere Dio, Dio si svela. È a disposizione di quest’uomo che ha in sé la voglia di ascoltare l’incontro con la persona di Cristo. A chi ha deciso di ascoltare così, a chi ha desiderio di custodire, di capire, sarà dato. A chi non ha la decisione di ascoltare con cuore buono e perfetto, verrà tolto anche quello che crede di avere capito, perché senza questa voglia di conoscere Gesù non ha, in realtà, capito nulla.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo Lc 8,16-18

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».


Ecco alcuni testi luminosi di grandi autori spirituali su questa realtà dell’ ascolto della Parola di Dio.

Nella lettura della santa Scrittura, spesso la nostra curiosità ci nuoce, perché vogliamo esaminare e comprendere là dove occorrerebbe semplicemente passare. Se vuoi trarne frutto, leggi con umiltà, con semplicità, con fede e non cercare mai di passare per capace.

Imitazione di Cristo I,5

Io aprirò davanti a voi il campo della Scrittura affinché il vostro cuore, dilatato d’amore, vi spinga a correre nella via dei miei comandamenti.

Imitazione di Cristo III,52

(Il Padre): Io ti ho detto tutto nella mia Parola, che è mio Figlio, non ne ho un’altra che ti possa rispondere o rivelare più di questa; guarda solo Lui nel quale tutto ti ho detto e rivelato e vi troverai più di quanto domandi e più di quanto ti auguri di sapere.

San Giovanni della Croce (1542-1591) La Salita del Carmelo II,22

I detti e i precetti della Santa Scrittura, possono essere interpretati e sono compresi, partendo dai gesti dei santi, perché lo stesso Spirito Santo che ha ispirato i profeti e gli altri autori della Santa Scrittura, mette in azione i santi.

San Tommaso d’Aquino (1224-1274) Super Ioannem, 18

Lo Spirito Santo scrive il Vangelo solamente nei cuori; tutte le azioni, tutti i momenti dei santi sono il Vangelo dello Spirito Santo; le anime sante sono la carta, le loro sofferenze e le loro azioni sono l’inchiostro. Lo Spirito Santo con la penna della sua azione, scrive un vangelo vivo che si potrà leggere soltanto nel giorno della gloria quando dopo essere uscito dal torchio di questa vita, sarà pubblicato.

Jean-Pierre de Caussade (1675-1751) L’Abbandono alla Divina Provvidenza, cap.XI

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