Lunedì della XX settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

17 Agosto 2020

18 Agosto 2025


«En la sua voluntade è nostra pace» Paradiso (III, 85): con questo verso pieno di luce Dante descrive la realtà profonda del Paradiso, la causa autentica della gioia che lì vi regna. La frase è pronunciata da Piccarda Donati, la donna che fu costretta a rinunciare alla vita contemplativa da familiari avidi e violenti, che perdonò, trasformando la sua sofferenza in obbedienza alla volontà di Dio.

Nella domanda, questo tale del Vangelo di oggi parla di avere-possedere la vita eterna. Gesù significativamente risponde parlando di entrare-penetrare nella Vita Eterna. Ingresso nella Vita – essere perfetto – gioia sono utilizzati direttamente o indirettamente per esprimere la stessa realtà. Dalla risposta di Gesù si capisce che non si sta parlando di Paradiso o di una realtà dopo la morte, ma della possibilità di entrare nella Vita già da questa vita. A tutti sono proposti i dieci comandamenti. Ad alcuni Cristo chiede tutto. Un comando. Vieni e seguimi. Seguire senza altre garanzie. Quel che sarà si vedrà di giorno in giorno. Viene richiesta a quest’uomo la forma più radicale di spossessamento. Come unico possesso l’andare dietro a Lui. Il compimento di questo cammino spirituale è un progressivo penetrare nella Vita con la V grande. Un ingresso nel mistero di Cristo.

Gli idoli di questo tale sono gli idoli di oggi. Perenni. Se «En la sua voluntade è nostra pace», cosa potrà esserci al di fuori della Sua Volontà? Tormento e tristezza. Se ne andò triste. L’idolatria la riconosci dalla tristezza.

 

Vangelo Mt 19,16-22

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

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Cagna

Audio Omelie

16 Agosto 2020 (Padre nostro, Spirito Santo e satana)

XX Domenica del Tempo Ordinario (anno A) – Commento alle letture per la Radio Vaticana


O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio …

Così la Chiesa ci farà pregare dopo aver ricevuto il Corpo di Gesù nella Comunione. Da questo Vangelo emerge la libertà imperiosa di Cristo. Gesù ha coscienza di avere una missione specifica e delimitata. Ed è scrupolosamente determinato. I nostri cuori oscillano mollemente nel dare il giusto valore alle realtà in proporzione di quanto non siamo ancora convertiti. Ecco perché Gesù ci risulta fastidiosamente duro. Il Padre lo ha mandato alle pecore perdute del suo popolo, il popolo di Israele e a Gesù sta a cuore, preziosissima, la volontà di questo Padre celeste. La potenza straordinaria di Cristo è per trasformarci in Lui. Capiamo allora come diventino decisive le prime tre richieste del Padre Nostro. Il dono più grande diventa quello della nostra volontà propria per dire: “sì”, “eccomi”, “voglio quel che Tu vuoi”, ”fiat”.

Gli appartenenti al popolo di Israele sono definiti “figli” cui è destinato il pane, cioè le parole, i miracoli e gli esorcismi di Gesù, in contrapposizione agli abitanti della regione di Tiro e Sidone, i Cananei, equiparati dal punto di vista religioso a figli di cagna. Questa religione adorava falsi dei come Moloc a cui era riservato il sacrificio umano dei bambini, uccisi appunto come cani. Gesù non poteva ammettere nemmeno un velo di ambiguità per un falso buonismo. Gesù con la sua potenza straordinaria non ci fa mercanteggiare la verità e ci dona di mettere in ordine le cose buone.

La fede di questa donna nella potenza taumaturgica ed esorcistica di Gesù, si manifesta in tre modi. In primo luogo nel suo essere cosciente di come la verità su Dio e sugli uomini non possa provenire da questa sua religione che esige sacrifici umani a Moloc e prostituzioni sacre in onore di Astarte. In secondo luogo nell’accettare di sentirselo dire. Questa donna non si inalbera, non protesta, non comincia a sbavare acido, fiele e rabbia. Infine la fede di questa donna si manifesta con il suo essere insistente. Gesù resta ammirato e loda la grandezza della fede riposta in lui da questa pagana idolatra, quando qualche tempo prima aveva rimproverato Pietro, israelita e capo degli apostoli, per il motivo contrario. “Fede grande” è per Gesù credere nella grandezza del potere e della forza che si sprigionano dalla sua persona e questa fede sembra strappargli un’eccezione che in realtà è solo un’anticipazione. La missione di Cristo, oggi, continua nel suo vero Corpo mistico che è la Chiesa. Continua oggi in noi, scelti per essere mandati a ogni uomo. Scelti perché, uniti a Cristo, la nostra vita sia offerta per la salvezza del mondo.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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Sempre più in alto?

Audio Omelie

15 Agosto 2025


L’assunzione della santa Vergine è una singolare partecipazione alla risurrezione del suo Figlio e un’anticipazione della risurrezione degli altri cristiani.   966 CCC – Catechismo della Chiesa Cattolica

Oggi siamo chiamati a fare una scommessa sulla morte. Non solo sulla sopravvivenza dell’anima dopo la morte, ma sul destino dell’uomo tutto, carne compresa. Scommessa sul fatto della risurrezione. Gesù Cristo ha vinto o no la morte?

Ma partiamo dalla festeggiata, partiamo da Maria. Ventimila santuari per questa piccola ebrea nella sola Europa. Vittorio Messori in un libro, Scommessa sulla morte, parla di lei e della festa dell’Assunzione in alcune pagine memorabili (pag. 395-399). Oggi, invece, vi regalo un breve passaggio di Papa Benedetto XVI tratto dall’udienza del 16 Agosto 2006 a Castel Gandolfo, come sempre illuminante e chiarificatore.

Questa festa  celebra la glorificazione anche corporale di quella creatura che Dio si è scelto come Madre e che Gesù sulla Croce ha dato per Madre a tutta l’umanità. Maria «brilla quaggiù come segno di sicura speranza e consolazione per il popolo di Dio che è in cammino» (Lumen gentium, 68). Si è però talmente presi dalle vicende di ogni giorno da dimenticare talora questa consolante realtà spirituale, che costituisce un’importante verità di fede.  C’è oggi chi vive come se non dovesse mai morire o come se tutto dovesse finire con la morte; alcuni si comportano ritenendo che l’uomo sia l’unico artefice del proprio destino, come se Dio non esistesse, giungendo qualche volta persino a negare che ci sia spazio per Lui nel nostro mondo. I grandi successi della tecnica e della scienza, che hanno notevolmente migliorato la condizione dell’umanità, lasciano però senza soluzione i quesiti più profondi dell’animo umano. Solo l’apertura al mistero di Dio, che è Amore, può colmare la sete di verità e di felicità del nostro cuore; solo la prospettiva dell’eternità può dare valore autentico agli eventi storici e soprattutto al mistero della fragilità umana, della sofferenza e della morte. Contemplando Maria nella gloria celeste, comprendiamo che anche per noi la terra non è la patria definitiva…

Per capire meglio ci aiuta ricordare il fatto che un giorno noi non c’eravamo. Non siamo esistiti da sempre. Dal nulla siamo venuti all’esistenza passando dall’amore di due creature. Questo mistero un po’ dovrebbe farci tremare. E dopo questa vita segnata dai limiti biologici? O si ritorna al nulla e quindi si riscende oppure si salirà ancora. La vita è un assurdo? O è integralmente in tutti i suoi aspetti anche i più materiali aperta a una Promessa di Vita più grande? Inganno o Promessa?

Il problema è immaginare “come” questa Vita di Dio, in Cristo, possa coinvolgere anche la nostra corporeità, il nostro corpo. E qui ci lasciamo con poche righe del grandissimo San Paolo.

Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale.  1Corinzi 15,35-47

La Vita definitiva, maiuscola, è quella che ha superato i limiti del bios, i limiti dello spazio e del tempo. Gesù risorto non è tornato indietro a questa povera vita, ma ha portato la nostra stessa carne in avanti e da lì vuole attirare tutti noi e  tutto di noi. Maria è già in questa condizione di Vita eterna, definitiva, interamente, in anima e corpo e veglia sul nostro cammino verso questa vetta che attende anche noi. Dirla Beata è dire noi beati.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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Corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio 2027

 

Carissimi amici,

è con gioia che vi annuncio l’inizio del prossimo corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio 2027.

Il corso sarà composto da 9 incontri non è riservato solo ai fidanzati che hanno già deciso di sposarsi, ma anche a fidanzati che desiderano fare un discernimento come coppia per decidere se sposarsi o anche a giovani (sotto i 30) che desiderano comprendere meglio il senso di sposarsi in Chiesa.

Gli incontri sono al Sabato pomeriggio dalle 16.00 alle 17.00 con ingresso da Via della Chiesa Nuova, 3.

Ecco le date 2027:  9/1  -16/1  -6/2  -13/2  -27/2  -6/3  -3/4  -10/4  -17/4

Per iscriversi è sufficiente mandare una email con nomi, cognomi ed email di entambi i fidanzati a questo indirizzo: padremauriziobotta@gmail.com

In questo modo sarete inseriti automaticamente nella mailing list del gruppo 2027.

Naturalmente il Corso è completamente gratuito.

Un caro saluto e a presto

Padre Maurizio Botta C.O.

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Sabato della XIII settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

6 Luglio 2024


Vangelo Mt 9,14-17
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

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