Giovedì della I settimana del Tempo Ordinario

magnete2Audio Omelie

16 Gennaio 2020

11 Gennaio 2018

12 Gennaio 2017

14 Gennaio 2016


Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

Un giorno chiesero a S.Serafino di Sarov: “Come mai da te, che vivi in solitudine, viene tanta gente?” “Amico, cerca la pace e raggiungila nel tuo cuore, e migliaia di uomini ti cercheranno”. Andare e stare. Forza centrifuga e forza centripeta. Uomini in un certo sensi passati in Cristo, dalla morte, dalla disfatta esistenziale, alla Vita. Uomini che hanno gustato la Forza Agente della Resurrezione presente nel tempo, entrati nella Pace e nella Gioia di Dio attraverso una notte in cui tutto sembrava perduto. Pensiamo ai Dodici. Ecco, un uomo pacificato dal sangue di Cristo, un uomo che ha lavato le sue vesti nel Sangue dell’Agnello, esercita una forza centripeta sugli altri, li attrae. A questo proposito al n.64 di Sacramentum Caritatis ricordava Benedetto XVI: “ Nella tradizione più antica della Chiesa il cammino formativo del cristiano, pur senza trascurare l’intelligenza sistematica dei contenuti della fede, assumeva sempre un carattere esperienziale in cui determinante era l’incontro vivo e persuasivo con Cristo annunciato da autentici testimoni. In questo senso, colui che introduce ai misteri è innanzitutto il testimone. Tale incontro certamente si approfondisce nella catechesi e trova la sua fonte e il suo culmine nella celebrazione dell’Eucaristia.”

Vangelo Mc 1, 40-45
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

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Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario

casa-di-pietro-cafarnaoAudio Omelie

10 Gennaio 2018

11 Gennaio 2017

13 Gennaio 2016


Nel primo buio dopo il tramonto Gesù sprigiona la sua potenza taumaturgica ed esorcistica. Il luogo è Cafarnao dove Pietro aveva la sua casa. È davanti a questa casa, che ancora oggi si può vedere a due passi dalla sinagoga, che quella notte Gesù inizia a guarire e a liberare. Inizia perché le ore passano ed evidentemente non riesce fisicamente a farlo con tutti. Lo capiamo dal fatto che al mattino presto di nuovo “cingono d’assedio” la casa, ma Gesù non c’è più. Pietro evidentemente si trova in imbarazzo dovendo rispondere alle richieste pressanti dei suoi stessi paesani. Inizia a braccare Gesù mettendosi sulle sue tracce e trovatolo le parole tradiscono questa sua agitazione: “Tutti ti cercano!”. Pietro da per scontato che Gesù dovesse tornare in centro paese e ricominciare a guarire e liberare quei poveri malati e indemoniati rimasti delusi la sera precedente per essere stati congedati perché troppo tardi. Gesù dopo questa lunga preghiera davanti al Padre riordina le priorità in funzione della Missione affidatagli: la predicazione è più importante della guarigione e degli esorcismi. Gesù per amore del Padre va oltre alla delusione di Pietro e a quella più drammatica di quei poveretti. Occorre sempre considerare come Gesù non cambi e quindi anche oggi cose buone che per noi evidentemente sono priorità assolute non è detto lo siano anche per lui.

Vangelo Mc 1, 29-39
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

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Martedì della I settimana del Tempo Ordinario

rosiconiAudio Omelie

9 Gennaio 2018

10 Gennaio 2017

12 Gennaio 2016


Il nostro minuto sul Vangelo lo dedichiamo al commento di questo versetto.

Erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

A Roma c’è un’espressione fulminante per esprimere lo stato d’animo interiore che l’autorevolezza affascinante di Gesù generava in questi uomini professionisti della Legge: rosicavano. Nell’espressione è contenuto il mordicchiare interno prodotto dall’invidia che non può essere nascosto all’esterno, unito alla frustrazione di non saper cosa controbattere. Tutti pendono dalle labbra di Gesù. Quando parla lui tutti sono attenti non si lasciano scappare una parola, mentre quando a parlare sono loro, gli scribi, la gente non si sente “costretta” ad ascoltare, si annoia. Gesù non è un piazzista esperto di marketing, la potenza non viene da una strategia comunicativa affinata, ma dall’unione con Dio. Alcune volte la nostra incapacità a parlare deriva da una scarsa vita di preghiera ricca di silenzio orante. Altre volte a mancare è l’Amore di Cristo per le persone a cui ci rivolgiamo. Lui le ama prima della loro conversione. Se annunciamo agli uomini la Verità immutabile di Cristo dentro al Fuoco della Sua stessa Carità per loro ascolteranno anche noi. Magari rosicando.

Vangelo Mc 1, 21-28
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

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Lunedì della I settimana del Tempo Ordinario

chiamata di giacomo e giovanni

Audio Omelie

14 Gennaio 2019

9 Gennaio 2017

11 Gennaio  2016


Vangelo         Mc 1, 14-20
Dal vangelo secondo Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. 


 

 

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Audience e fuoco

Audio Omelie

Battesimo del Signore – Commento alle letture per la Radio Vaticana

7 Gennaio 2018


La parola capace di “comunicare” oggi è pagata oro. Indispensabile per la politica. Carismatico, magnetico, trascinatore l’uomo che ne è dotato. Un politico se non ha questo potere di suscitare likes, comments, followers, audience si rattrista.
La parola di Giovanni il Battista non poteva non essere ascoltata con attenzione. Suscitava un generalizzato passaparola. Crepava le difese ed entrava e scuoteva dentro. Abitata dalla forza di Dio metteva in discussione. Determinava addirittura in prostitute e uomini pubblicamente lontani dalla Legge di Dio la voglia di fare un gesto concreto pubblico umiliante. Spingeva a voler dire a se stessi e a tutti: credo che queste parole vengono dal cielo e voglio cambiare vita. Portava a mettersi volontariamente in coda per essere immersi nell’acqua da un altro uomo.
Gesù prega e si confonde. Davanti all’impotenza di cambiarci da noi, Gesù stesso senza parlare, con il suo camminare con un peccatore davanti e uno dietro, conferma però, la dignità del nostro “non accettare” il male dentro di noi.
Gesù riconosce il valore del battesimo di Giovanni, lo considera proveniente dal cielo, perennemente valido, ma, rispetto alla possibilità di guarire nel profondo la malattia dell’uomo, anche questa parola, così umanamente efficace, è solo acqua. Questo grido di nostalgia per la bontà, per l’innocenza è solo condizione necessaria preparatoria. La voglia struggente di sgravarci dal male in noi è solo acqua non Fuoco che ci trasforma.
Gesù di sé non parla. Altri parlano di lui. Giovanni il Battista e questa voce dal cielo che lo definisce il Figlio, l’Amato. Quella umana di Giovanni e quella divina riconoscono la grandezza misteriosa nascosta nella povertà delle apparenze.
L’espressione “in te ho posto il mio compiacimento” istintivamente ci suona fastidiosa, ma il compiacimento umano paterno non è l’orgoglio del padre che ridacchia perché nella partita di calcio il figlio ha ridicolizzato un avversario. O il figlio che rabbioso cerca gli occhi del padre per prorompere insieme in un grido quasi animalesco. No! Immaginiamo invece il viso di un padre che senza essere visto si commuove per il figlio che vede nobile d’animo, generoso, leale. Compiacimento è il padre che guarda di nascosto emozionato suo figlio che concentratissimo cerca di imitare la cura e la dedizione con cui il genitore ha realizzato qualcosa.
Gesù vero Dio, fa entrare la sua vera umanità nel desiderio intimo del Padre: il Padre ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito. Tu sei il Figlio mio, l’amato. È un dialogo Trinitario segreto vertiginoso. In questo mettersi in fila così conforme al Suo Amore per il mondo, il Padre riconosce Suo Figlio, il Figlio eterno, Amato da sempre, Glorificato da sempre. Questo libero assenso del Figlio al progetto d’amore del Padre è nascosto a tutti. Solo il Padre lo vede e ispira Giovanni il Battista: Ecco l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.
Rispetto al nostro male incurabile non basta l’acqua di una parola forte che ci spinge a un grande gesto. Il solo Fuoco del Sangue di Cristo è in grado di guarirci.
Io sono peccatore. Gesù Cristo abbi pietà di me. Non audience ma Fuoco.

di Padre Maurizio Botta C.O.

 

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