Come mi vuoi? (Paolo Conte)

Mario Adinolfi  ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questa canzone. Gli ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe.

“Nelle canzoni di Paolo Conte quel che io amo è il suo totale disinteresse per l’attualità, per il proprio tempo. Sono frammenti atemporali, poetici perché tra duecento anni non sconteranno alcuna sensazione d’essere “passati di moda”, mentre la canzone leggera italiana corre il rischio d’essere seppellita in genere dal tempo che passa, di sembrare antiquata. Paolo Conte no o, meglio, può sembrare antiquato sempre, alcuni miei amici dicono che sono canzoni “da vecchio” e a me pare che gli facciano così un gran complimento. In pochissime parole e con un assolo di sassofono memorabile, Conte qui tratteggia l’insicurezza dell’animo umano nell’incontro con l’amore. Bellissima la raffica di domande che fa da incipit: “Come mi vuoi? Cosa mi dai? Dove mi porti tu? Mi piacerai? Mi capirai? Sai come prendermi?”. Come siamo insicuri di fronte all’amore. Poi, però, esplode la semplicità di una richiesta basica che poi è stata sempre più o meno la mia: “Dammi un sandwich / e un po’ di indecenza”. Alla fine con gli orsi come noi, basta poco. Il resto è sovrastruttura.”

Discoteca completa

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