Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92, Allegretto (Ludwig Van Beethoven)

Elisa Calessi e Luca Teofili hanno deciso di salvare nella loro “cassaforte impermeabile” questo brano. Ho chiesto loro di raccontare il perchè in pochissime righe.

” Tema seguito da variazioni. Con apparente semplicità, Beethoven ricrea la dinamica di ogni moto umano. O della vita. Un incontro, un paesaggio, un evento, un volto provocano qualcosa. All’inizio semplice, ma che poi si sviluppa. In modi sempre differenti, imprevisti. Felici o tristi. E’ il gioco della realtà che, bella o brutta, ci provoca. E tocca, suona le corde di quello che siamo, facendoci scoprire la grandezza e la miseria di quello che siamo. Ecco cosa siamo. Qualcosa a metà tra il Tutto (che desideriamo e ma non possediamo) e il Niente (di cui siamo fatti). E quando tutto sembra finire in niente (la fine), qualcosa (la nota finale) apre ancora a qualcos’altro.” Elisa Calessi

“Quattro movimenti in cui si mischiano motivi epici e momenti struggenti, accenti trionfali e spunti malinconici. Non è la più nota delle sinfonie di Beethoven. A torto. Un capolavoro!” Luca Teofili

Discoteca completa.


Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail