
Elisa Calessi ha deciso di salvare nella sua “cassaforte impermeabile” questo preludio di Chopin. Le ho chiesto di raccontare il perchè in pochissime righe.
“E’ un brano costruito sulla ripetizione ossessiva di una nota da parte della mano sinistra. Come un ritocco, come una domanda, un grido che, pur nel mutare delle situazioni, delle vicende – ora felici ora tristi – resta. Fino a quando, alla fine, quasi si ferma, sospeso. Per poi ricominciare. Niente meglio di questo preludio racconta, secondo me, la domanda di senso.”
Discoteca completa.
