Un minuto sul Vangelo di oggi (09/02/2016)

Giubileo-Benedetto-varca-Porta-Santa_imagefullwideQuattro anni prima di diventare Papa, quando era il massimo custode del “seme” prezioso della Fede, Joseph Ratzinger, scrisse un libro intervista intitolato Dio e il mondo. Essere cristiani nel nuovo millennio. In colloquio con Peter Seewald, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2001, pagg.142-162.

Oggi a commento del Vangelo penso sia significativo ascoltare come il futuro Papa Benedetto XVI presentò il Quarto comandamento, stimolato da un bell’aneddoto dell’intervistatore.

D. IL QUARTO COMANDAMENTO: «Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio» Ci colpisce che questo sia l’unico comandamento collegato a una promessa. Gesù sottolinea ripetutamente quanto sia importante. Vorrei raccontare un piccolo aneddoto. Eravamo in vacanza, ed ero molto contento dei miei ragazzi. Paul pescava per ore piccoli pesci e minuscole aragoste, Jakob scavava buche nella sabbia. Avevamo una piccola barca, e Paul nuotava a lungo accanto alla barca. A un certo punto non ebbe più paura, ed era orgoglioso di cavarsela bene e da solo. Una volta sedevo un tratto più avanti su una roccia e guardavo mia moglie e i bambini, ed erano tutti giovani e forti e belli. E pensavo, adesso iniziano gli anni migliori della mia vita e non voglio sprecarli inutilmente, ed è grandioso esserci e poterci essere. E improvvisamente mi sono ritrovato a pensare anche ai miei genitori e ai miei nonni e appunto anche a questo quarto comandamento.

R. Questo comandamento, in effetti, è la Magna Charta della famiglia. Qui viene codificato l’ordine fondamentale. La cellula essenziale della socialità e della società, ci dice quest’ordine, è la famiglia, sono i genitori e i figli. E solo in quest’ordinamento di base possono essere esercitate le virtù umane. Solo in questo contesto matura un rapporto corretto tra i generi e tra le generazioni. Il comandamento racchiude da un lato la missione educativa, che significa educare l’altro alla libertà perché possa imparare le sue leggi interne, perché impari ad essere un uomo. In questo contesto l’obbedienza è al servizio di questo training alla libertà. E viceversa dai ragazzi ci si aspetta naturalmente che accettino questa educazione. Ma il quarto comandamento comprende anche un tacito capitolo sul rapporto con l’anziano, con la persona non più utile, debole. Viene attribuito un grande valore al rispetto dei genitori anziani. Non dovremmo orientarci in base a criteri utilitaristici, ma continuare a rendere omaggio negli anziani alle persone che ci hanno fatto dono della vita. In loro si può onorare anche la dignità dell’uomo proprio laddove questi non è più in grado di badare a se stesso. Questo rispetto basilare per l’uomo è un aspetto molto importante di questo comandamento. E qui è racchiusa anche la prospettiva del proprio futuro, la possibilità di guardare con fiducia alla propria vecchiaia.

Vangelo Mc 7, 1-13
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

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