Un minuto sul Vangelo di oggi (13/10/2016)

contro-gesuQuando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Sul motivo della condanna a morte di Gesù capita troppo spesso di sentire svariate sciocchezze. “È stato fatto fuori perché dava fastidio al potere”, “Era un genio ma non è stato compreso perché era troppo rivoluzionario, il primo comunista”. Visioni ridicole che hanno un’unica base in comune: l’ignoranza di quanto c’è scritto nel Vangelo. I Vangeli sono libri dei quali i più stolti pensano di avere almeno una conoscenza sufficiente. Basterebbe leggerli per capire che i motivi dell’ostilità dei farisei, degli scribi e dei dottori della legge sono motivi teologici. Gesù accusa i leader religiosi del suo popolo non per vili motivi di denaro o potere, ma per motivi dottrinali. Gesù sarà condannato per bestemmia perché con le sue parole si faceva uguale a Dio. Oggi accusa i dottori della Legge, temutissimi e rispettati da tutti, di aver portato via la chiave della conoscenza. Li apostrofa apertamente: “Voi non siete entrati (nella conoscenza di Dio), e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito” Sovente noi siamo afferrati da moralismi puritani quando agli occhi di Gesù i peccati teologici sono quelli assolutamente più gravi. Non lo si vede in nessuna pagina del Vangelo scagliarsi contro un peccatore morale. Lo si vede addirittura gridare contro i farisei accusati di essere ipocriti, razza di vipere e figli del demonio perché i loro insegnamenti religiosi erano capaci di deformare il volto e la volontà di Dio. Un teologo che perde la fede di sempre della Chiesa fa male a cascata a milioni di uomini e donne. Il male peggiore per Cristo è la perdita della fede, la perdita di Dio.

di Padre Maurizio Botta C.O.

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