
Audio Omelie
È necessario circonciderli e ordinar loro di osservare la legge di Mosè… Questo il problema della Chiesa nascente lasciato ieri in sospeso. Ed ecco la risposta di Pietro su cosa sia veramente necessario per la salvezza, perché continuate a tentare Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri, né noi siamo stati in grado di portare? Noi crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati e nello stesso modo anche loro.
Dire che la salvezza deriverebbe dall’osservanza della Legge metterebbe al centro della salvezza l’uomo con le sue forze e il rapporto con Dio diventerebbe di questo tipo: “sai quello che devi fare fallo e sarai salvo!”. San Pietro, invece, ribadisce che la Salvezza è rimanere in Lui beneficiando, come linfa, della Grazia che da Lui promana.
Ritorniamo alla domanda lasciata in sospeso ieri: “Signore cosa dobbiamo fare per rimanere uniti a Te?”
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Oggi, allora, continuando a scendere in profondità diventa decisivo approfondire cosa voglia dire questo verbo osservare, in greco τηρεω. Questi i suoi significati: 1) guardo, custodisco, tengo in guardia, sto a guardia, ho cura, conservo. 2) Spio, osservo, guardo. C’è, quindi, tutta l’idea della vigilanza della guardia che custodisce un prigioniero. La Salvezza è, dunque, che le parole di Gesù riposino in noi come seme nella terra. Salvezza è accogliere, è custodire, è avere cura di questi comandamenti, non farli scappare. Il comandamento per essere nella Sua Gioia, il comandamento da custodire, su cui vigilare, da accogliere in noi come la terra accoglie e custodisce i semi, Gesù, scendendo ancora più in profondità, ce lo dirà nel Vangelo di domani. Come in una caccia al tesoro.
di Padre Maurizio Botta
