Gesù non si sottrae alla richiesta di insegnare a pregare. Dona richieste precise da formulare introdotte dall’imperativo: dite! Sono richieste vincolanti, da queste occorre sempre partire e tornare per non sprecare parole. Sono da fare con insistenza incessante senza stancarci, con perseveranza. Per non cadere occorre chiedere con umiltà continuamente a Dio anche di non abbandonarci alla tentazione. Non chiedo solo che Dio non abbandoni me alla mia tentazione ma anche che Dio non abbandoni il mio fratello, la mia sorella nella sua. Ecco perché noi cadiamo perché poco chiediamo di non essere abbandonati. Ecco perchè così tanti fratelli e sorelle cadono attorno a noi. Ora può iniziare il valzer delle polemiche cavalcate dal Nemico: “Ma Dio se è così buono, per non farci soccombere alla tentazione, ha proprio bisogno che glielo chiediamo?”. A me basta che Cristo comandi di chiedere non abbandonarci alla tentazione. Lo farò per me e per tutti i fratelli. Spero lo facciate anche voi senza troppo lasciarvi tentare da vane polemiche.
di Padre Maurizio Botta C.O.
Vangelo Lc 11, 1-4
Dal vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
