Mercoledì della IX settimana del Tempo Ordinario

Audio Omelie

3 Giugno 2015


Gesù interviene autorevolmente sulle dispute teologiche del suo tempo, non si butta in esse, non interviene perché è doveroso per il bene del popolo, è tirato per i capelli. Cercano o di tendergli inganni come nel Vangelo di ieri oppure cercano di saggiare il terreno, ponendogli innanzi le questioni più spinose. Visto che hai zittito i farisei, vuol dire forse che sei sadduceo? No! Su questo punto Cristo la pensa come i farisei e delude le speranze dei sadducei. Gesù rimprovera i sadducei per due cose:

“1) Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, 2) né la potenza di Dio?”

1) usano la Parola di Dio da ignoranti;

2) non conoscono la Potenza di Dio, non credono che Dio può, che Dio possa andare al di là dei limiti immediatamente percepibili col solo sguardo umano.

“Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore.”

Sono versetti decisivi in cui Gesù ci parla della vita dopo la morte. Sulla condizione subito dopo la morte, prima della risurrezione della carne, Gesù appoggiandosi alla Parola di Dio, definisce i morti che devono ancora risorgere “viventi” (facendo l’esempio di Abramo, Isacco e Giacobbe). Conferma poi la Fede nella risurrezione finale dei morti come condizione definitiva.

di Padre Maurizio Botta C.O.

Vangelo Mc 12, 18-27
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

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